Ogni contenuto attraversa lo stesso percorso di controllo prima della pubblicazione. Questa pagina lo descrive nel dettaglio, così che chi legge possa giudicare il nostro lavoro con criteri chiari.
Gerarchia delle fonti
- Fonti primarie — atti pubblici, sentenze, delibere, bilanci, banche dati statistiche ufficiali (Istat, Eurostat, ONU, Banca Mondiale), dichiarazioni registrate, documenti originali.
- Agenzie di stampa — Ansa, AFP, Reuters, AP e agenzie nazionali, usate come conferma e mai come unica fonte per notizie controverse.
- Testate giornalistiche — citate con link diretto, indicando la testata nel testo.
- Fonti dirette — testimoni, persone coinvolte, esperti identificati per nome e ruolo.
Contenuti provenienti da social network, forum o canali di messaggistica non costituiscono mai una fonte sufficiente da soli.
Controllo incrociato
Per le notizie rilevanti cerchiamo normalmente conferma da almeno due fonti indipendenti, oppure da una fonte primaria documentale sufficientemente solida. Nelle breaking news, quando è disponibile una sola fonte autorevole e l’interesse pubblico giustifica la pubblicazione, attribuiamo chiaramente l’informazione, ne segnaliamo la natura provvisoria e aggiorniamo l’articolo appena emergono ulteriori conferme o smentite.
Numeri e statistiche
Le cifre vengono riportate risalendo al dato originale, non alla sua citazione di seconda mano. Indichiamo sempre il periodo di riferimento, l’ente che ha prodotto il dato e, quando esiste, il margine di errore o la natura provvisoria della rilevazione.
Immagini e video
Le immagini di cronaca vengono verificate per data e luogo prima dell’uso, con ricerca inversa e controllo dei metadati quando disponibili. Non usiamo materiale di archivio spacciandolo per attuale. Le immagini generate con intelligenza artificiale sono dichiarate in didascalia.
Citazioni
Le dichiarazioni sono riportate testualmente e nel loro contesto. Quando una citazione viene abbreviata, i tagli sono segnalati. Quando è tradotta, indichiamo la lingua originale.
Ciò che non sappiamo
Se una parte della ricostruzione resta incerta, lo dichiariamo nel testo invece di riempire il vuoto con supposizioni presentate come fatti. Riteniamo che ammettere un limite sia parte del lavoro giornalistico, non un’eccezione.