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Sam Altman: «I benefici dell’AI valgono alcuni rischi»

Sam Altman sui rischi AI: alcuni pericoli sono inevitabili, ma OpenAI esclude quelli catastrofici. Il confronto con Anthropic e la linea di Altman.

DiMohamed Bourbiza
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Sam Altman sui rischi AI e sulla posizione di OpenAI
OpenAI · Intelligenza artificialeAltman: i benefici dell’AI valgono alcuni rischi. Ma c’è un limiteIl CEO di OpenAI marca la distanza da Anthropic sulla regolamentazione e difende un accesso ampio alla tecnologia

Sam Altman sui rischi AI chiarisce la posizione di OpenAI. In un’intervista a Decoded di Politico, ripresa da Reuters il 4 ottobre 2026, il CEO sostiene che i benefici dell’AI giustifichino l’accettazione di alcuni effetti negativi e che la tecnologia debba restare ampiamente accessibile. Ma la frase più forte richiede una precisazione: Altman non dice di essere disposto ad accettare rischi catastrofici o una perdita di controllo dell’AI.

In breve
  • Altman dice che una società che usa diffusamente l’AI dovrà accettare che possano verificarsi anche abusi, truffe o altri episodi negativi.
  • Rifiuta però l’idea che sistemi molto potenti debbano essere concentrati nelle mani di un solo laboratorio.
  • La posizione di OpenAI resta più favorevole a una regolamentazione “leggera” rispetto a quella di Anthropic.
  • Altman distingue questi rischi dai pericoli catastrofici, compresa una seria perdita di controllo sull’AI.

Sam Altman sui rischi AI: cosa ha detto davvero

Il passaggio destinato a far discutere è netto. Altman sostiene che il mondo dovrebbe accettare che possano accadere «alcune cose negative» in cambio dei benefici della tecnologia e della possibilità per le persone di utilizzarla. Il ragionamento è che un’adozione molto ampia dell’intelligenza artificiale produrrà inevitabilmente anche usi impropri, ma che gli utilizzi positivi saranno, secondo lui, enormemente superiori.

«Il mondo dovrebbe accettare che accadano alcune cose negative per i benefici di questa tecnologia.»
Sam Altman, intervista a Politico/Decoded; traduzione dall’inglese. Dichiarazione riportata da Reuters.

Altman porta l’argomento fino a esempi concreti: non sceglierebbe un sistema nel quale si promette di eliminare completamente grandi attacchi informatici, abusi, truffe e altri comportamenti dannosi se il prezzo fosse limitare drasticamente l’accesso alla tecnologia.

La distanza tra OpenAI e Anthropic

La dichiarazione è importante anche perché rende esplicita una differenza di filosofia tra OpenAI e Anthropic. Altman afferma che tra le due aziende resta «molta distanza» sul modo di affrontare la regolamentazione dell’AI.

OpenAI

Difende un accesso ampio all’AI e una regolamentazione relativamente più leggera, accettando che sia impossibile eliminare ogni abuso senza sacrificare una parte importante dei benefici.

Anthropic

Ha assunto una posizione più prudente sui sistemi di frontiera e sui rischi dei modelli sempre più capaci, chiedendo di rallentare quando necessario.

Il contrasto, però, non è assoluto. A settembre Altman aveva appoggiato l’invito del CEO di Anthropic Dario Amodei a rallentare lo sviluppo dei modelli di frontiera. Per questo le nuove parole non vanno raccontate come una semplice inversione di rotta: riguardano soprattutto quanto rischio ordinario una società sia disposta ad accettare per mantenere l’AI accessibile.

Il limite che Altman non vuole superare

La precisazione decisiva: secondo quanto riportato anche sulla base dell’intervista completa, Altman non include nella sua tolleranza i rischi realmente catastrofici. Tra questi cita una seria perdita di controllo dell’intelligenza artificiale.

È una distinzione fondamentale. Dire che Altman “accetta i rischi dell’AI” senza specificarla trasformerebbe una posizione articolata in uno slogan. Il punto sostenuto dal CEO è diverso: eliminare completamente frodi, abusi e incidenti potrebbe richiedere un livello di controllo e centralizzazione che OpenAI considera inaccettabile; i rischi esistenziali, invece, restano fuori da questo compromesso.

Perché queste parole arrivano in un momento delicato

Le dichiarazioni arrivano mentre OpenAI è sottoposta a una pressione crescente sul fronte della sicurezza. Negli ultimi giorni sono emerse indagini e richieste di informazioni negli Stati Uniti legate al comportamento degli agenti AI e agli incidenti di cybersicurezza. Su Dietro Le Notizie abbiamo ricostruito il quadro nell’approfondimento OpenAI sotto pressione: cause, indagini e hack degli agenti AI si moltiplicano.

Proprio questo contesto rende politicamente rilevante la posizione di Altman: il dibattito non riguarda più soltanto quanto velocemente possano migliorare GPT e gli agenti, ma quale equilibrio sia accettabile tra accesso, innovazione, sicurezza e responsabilità.

La vera notizia non è che OpenAI voglia ignorare la sicurezza. È che Altman rifiuta l’idea di eliminare ogni rischio al prezzo di concentrare il controllo dell’AI nelle mani di pochi.

Cosa cambia per ChatGPT e GPT

Per gli utenti di ChatGPT non viene annunciata, con queste dichiarazioni, una modifica immediata del servizio o delle regole d’uso. Il significato è soprattutto strategico: indica la filosofia con cui OpenAI intende affrontare la distribuzione di sistemi sempre più potenti e il confronto con governi e concorrenti sulla regolamentazione.

La questione sarà quindi capire dove OpenAI traccerà concretamente la linea tra rischio tollerabile e rischio inaccettabile. Con modelli e agenti capaci di compiere azioni sempre più autonome, quella linea non è più soltanto teorica.

Fonte verificata
Fonti verificate1
  1. OpenAI's Altman says AI benefits warrant accepting some risks — reuters.com

Ultimo accesso alle fonti: 05 Ottobre 2026

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