Opinioni

Google AI Overviews: punisce chi copia, poi riassume il lavoro degli editori

Google punisce chi copia, ma le sue AI Overviews riassumono il lavoro degli editori. Con il box AI i clic quasi si dimezzano. Il caso del mio sito.

Avatar di Mohamed Bourbiza
DiMohamed Bourbiza
Pubblicato: · Aggiornato:
Condividi
Aggiungi Dietro Le Notizie come fonte preferita su Google
Google AI Overview mostra una risposta sui costi degli scooter elettrici con mondoscooterelettrico.it tra le fonti laterali
Opinione
Google punisce chi copia. Poi prende i miei articoli, li fa riscrivere alla sua intelligenza artificiale e li mette in cima alla ricerca.
Le prove dal mio sito, i numeri che nessuno ama citare e il costo vero di un articolo che Google si prende gratis.
In breve
  • Ho cercato «costo scooter elettrico 2026»: Google risponde con un box AI costruito anche sulle informazioni del mio sito, prima di qualsiasi link.
  • Con il riassunto AI in pagina si clicca un risultato nell’8% delle visite, contro il 15% senza. Solo l’1% clicca una fonte dentro il box.
  • Google penalizza chi produce contenuti in massa per scalare la ricerca, poi riassume con l’AI il lavoro degli altri e lo mette sopra i loro link.
  • La Commissione Europea indaga dal dicembre 2025 e ad aprile 2026 anche l’AGCOM le ha chiesto di valutare. Per me questo ha già un nome: furto.

Ho cercato una cosa che conosco bene

Questo è un furto. Lo dico subito, così sapete da che parte sto.

Ho un sito che si chiama mondoscooterelettrico.it. Parla di scooter elettrici: prezzi, modelli, incentivi, assicurazione. Ho cercato su Google una frase semplice, «costo scooter elettrico 2026». Volevo vedere dove finiva il mio lavoro.

È finito in cima alla pagina. Però non come link. Come risposta di Google.

Ricerca Google per costo scooter elettrico 2026 con il box AI Overview che mostra prezzi e modelli in cima alla paginaIngrandisci
1La ricerca «costo scooter elettrico 2026». Prima di qualsiasi risultato c’è il box AI Overview, con prezzi e modelli già pronti da leggere. La freccia rossa indica il mio sito, relegato nella colonna delle fonti.
Seconda parte del box AI Overview di Google con modelli L3e, incentivi 2026 e fasce di prezzo degli scooter elettriciIngrandisci
2Il box continua: modelli L3e, incentivi 2026, fasce di prezzo. Sono le informazioni che raccolgo e aggiorno a mano, una per una.
Parte finale del box AI Overview di Google con costi di assicurazione e manutenzione degli scooter elettriciIngrandisci
3In fondo, assicurazione e manutenzione. A questo punto la risposta l’utente ce l’ha già. Perché dovrebbe aprire il mio sito?
Il puntoTre schermate di risposta prima del primo link. Il mio nome c’è, piccolo, in una colonna a destra. Il clic, quasi mai.

Quanto mi costa un articolo

Dietro quelle informazioni non c’è un bottone. Ci sono soldi e ore. Le spese le pago io, ogni mese, anche quando Google decide che il traffico non mi spetta.

Hosting e serverIl server si paga ogni mese, che arrivino lettori o no.
Piattaforma e strumentiTema, plugin, strumenti SEO, backup. Tutto a pagamento.
TempoOre per scrivere, controllare un prezzo, aggiornare un dato che cambia.
Chiamate e contattiTelefonate, email, persone da sentire. Informazioni di prima mano, non copiate.

Noi paghiamo l’hosting, la piattaforma, il tempo perso, le chiamate, i contatti con la gente. Poi arriva lui con i suoi bot e le sue macchine e si prende il nostro sacrificio.

Il sacrificio è nostro, il guadagno è suo. E il conto non lo vede nessuno, perché chi legge il box di Google non sa nemmeno che dietro c’era qualcuno al telefono.

I numeri dicono la stessa cosa

Potrebbe essere solo una mia impressione. Non lo è, e non lo dico io.

Il Pew Research Center ha analizzato la navigazione reale di 900 adulti americani. Quando Google mostra un riassunto AI, si clicca un risultato tradizionale nell’8% delle visite. Senza riassunto, nel 15%.

Il dato più duro è l’ultimo. Solo l’1% delle visite finisce con un clic su un link dentro il riassunto. Le fonti ci sono, ma fanno da decorazione.

Intanto Google incassa. Nel secondo trimestre 2026 la pubblicità gli ha portato 81,6 miliardi di dollari in tre mesi, e quella sulla sola ricerca 63,3 miliardi.

8%visite con un clic quando c’è il riassunto AI
1%clic sulle fonti citate dentro il box
$81,6 mldpubblicità Google nel secondo trimestre 2026

Le regole valgono per tutti, tranne uno

Google ha regole precise sullo spam. Se generi pagine in massa, con l’automazione o con l’AI, per scalare la ricerca senza dare valore, lo chiama «scaled content abuse». Ti penalizza. A volte ti fa sparire.

Chi lavora sul web queste regole le conosce bene. Le rispetta per paura.

Google dice anche che l’AI si può usare, se il contenuto serve davvero a chi legge. Giusto. Ma allora la regola vale anche per lui: un riassunto che toglie il clic a chi ha fatto il lavoro, a chi serve?

Se lo fai tu Copi e incolli un articoloContenuto duplicato Riscrivi in massa testi altrui con l’AIRischi lo scaled content abuse Ripubblichi notizie prese da RSSRischi di finire fuori dall’indice Risultato: perdi il posizionamento
Se lo fa Google Prende i testi dei sitiLo chiama AI Overview Li fa riscrivere a un modello AILo chiama innovazione Li mette sopra tutti i risultatiLo chiama esperienza utente Risultato: pubblicità intorno al box

La domanda è semplice. Se riscrivere con l’AI i contenuti degli altri è spam quando lo faccio io, perché diventa un servizio quando lo fa Google?

Lui punisce chi copia, chi riscrive in massa con l’AI, chi ripubblica i feed RSS. Poi ruba peggio di loro, con più potenza e senza nessuno che lo penalizzi.

Il ricatto del bottone spento

Qualcuno risponderà: puoi dire a Google di non usare i tuoi contenuti. In teoria sì.

In pratica il blocco che Google offre per l’addestramento delle sue AI, Google-Extended, non vale per le AI Overviews. Per restarne fuori devi usare nosnippet o limitare gli snippet. La pagina resta indicizzata, è vero. Ma nei risultati compare senza anteprima, spoglia, accanto a concorrenti con testo e immagini. Chi la sceglie?

Il ricatto in una rigaO lasci il tuo lavoro al box AI, o ti presenti nei risultati senza anteprima. In tutti e due i casi il conto lo paghi tu.

Altre aziende dell’intelligenza artificiale hanno firmato accordi di licenza con alcuni editori. Google, per i riassunti in cima alla ricerca, non ha bisogno di firmare niente. Ha già le chiavi di casa.

Bruxelles ha aperto il fascicolo

Non sono il solo a pensarla così. Gli editori europei si sono mossi, quelli italiani anche, e le autorità hanno risposto.

30 giugno 2025L’Independent Publishers Alliance presenta una denuncia antitrust alla Commissione Europea contro le AI Overviews e chiede misure urgenti.
9 dicembre 2025La Commissione apre un’indagine formale sull’uso dei contenuti degli editori e dei video di YouTube per i servizi AI di Google, senza un compenso adeguato e senza una possibilità reale di rifiutare.
Febbraio 2026L’European Publishers Council presenta una nuova denuncia antitrust contro le AI Overviews.
30 aprile 2026Dopo una denuncia della FIEG, l’AGCOM chiede alla Commissione di valutare AI Overviews e AI Mode secondo il Digital Services Act. Il calo di traffico degli editori italiani arriva sul tavolo di Bruxelles.
OggiL’indagine è aperta. Una decisione non c’è ancora.

Ci sono voluti mesi solo per aprire il fascicolo. Una decisione, quando arriverà, troverà molti siti già chiusi.

La mia posizione

Non sono un giudice e non sono un avvocato. Se tutto questo sia illegale lo dirà la Commissione Europea, forse fra anni. Il mio limite lo dichiaro: parlo da editore piccolo, con un caso concreto, non con i dati interni di Google.

La mia posizione

Prendere il lavoro degli altri, farlo riscrivere a una macchina e venderci la pubblicità intorno, per me, è un furto. Anche quando lo fa il motore di ricerca più grande del mondo.

Se i siti chiudono, chi scriverà le informazioni che l’AI di Google riassume? Il giorno che il web resterà vuoto, anche il box in cima alla pagina non avrà più niente da dire.

Se lavori con un sito e ti è successa la stessa cosa, raccontamelo. Voglio sapere se sono il solo a vedere il mio lavoro in vetrina con il nome di un altro.

In sintesi
  • Cercando «costo scooter elettrico 2026», Google mostra un box AI con informazioni prese anche dal mio sito, prima di qualsiasi link.
  • Con il riassunto AI i clic sui risultati scendono dal 15% all’8%. Sulle fonti dentro il box clicca l’1%.
  • Google penalizza chi produce contenuti in massa per scalare la ricerca, ma riassume con l’AI i contenuti altrui e incassa 81,6 miliardi di pubblicità in un trimestre.
  • La Commissione Europea indaga dal dicembre 2025 e l’AGCOM ha chiesto di valutare il caso anche secondo il Digital Services Act. Per me è già un furto.
Fonti verificate4

Continua a leggere

Articoli simili

Tutto in Opinioni
Francia, il nuovo 1968 nasce nei licei?
Opinioni

Francia, il nuovo 1968 nasce nei licei?

Le proteste nei licei francesi non sono ancora un nuovo Maggio ’68: manca la saldatura con il mondo del lavoro. Ma una generazione che blocca la scuola per chiedere che funzioni è un campanello d’allarme che Parigi non può ignorare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *