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DeepSeek verso 15 miliardi: Tencent e CATL spingono la corsa cinese all’AI

Il round DeepSeek da 15 miliardi è vicino alla chiusura: 100 miliardi di yuan, con Tencent e CATL tra i maggiori investitori nella corsa cinese all’AI.

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DeepSeek verso un round da 15 miliardi di dollari per l’intelligenza artificiale

Il round DeepSeek da 15 miliardi di dollari è ormai vicino alla chiusura: circa 100 miliardi di yuan. Una cifra enorme anche per l’intelligenza artificiale, ma il punto non è soltanto quanto denaro sta raccogliendo la società cinese: è chi è disposto a metterlo sul tavolo e cosa DeepSeek può farne.

Secondo Reuters, che cita persone a conoscenza dell’operazione, il finanziamento è in fase di finalizzazione e dovrebbe coinvolgere investitori già presenti e nuovi. Tra i maggiori ci sarebbero Tencent, il gruppo dietro WeChat, e CATL, il gigante cinese delle batterie. I dettagli finanziari non sono ancora definitivi e possono cambiare prima della chiusura.

Round DeepSeek da 15 miliardi: circa 100 miliardi di yuan

La dimensione del round è cresciuta rapidamente. DeepSeek era partita da un obiettivo di circa 50 miliardi di yuan. All’inizio di ottobre Reuters aveva riferito che la raccolta si stava avvicinando ad almeno 80 miliardi. Ora la cifra indicata è circa 100 miliardi di yuan, quasi il doppio del target iniziale.

È importante distinguere il dato confermato dal dato definitivo: al momento non c’è un comunicato di DeepSeek che annunci la chiusura dell’operazione a quella cifra. Reuters riferisce che il round è in fase di finalizzazione e che potrebbe concludersi nei prossimi giorni. Per questo parlare già di 15 miliardi incassati e operazione chiusa sarebbe prematuro.

Tencent e CATL tra gli investitori più importanti

La presenza di Tencent è facilmente leggibile: è uno dei maggiori gruppi tecnologici cinesi e l’intelligenza artificiale è ormai parte della competizione tra le grandi piattaforme del Paese. CATL è più interessante. È conosciuta soprattutto per le batterie e per il suo peso nell’industria automobilistica, non come società di software.

Il suo ingresso tra i principali finanziatori mostra quanto l’AI stia uscendo dal recinto delle aziende internet. Modelli, data center e capacità di calcolo sono diventati infrastrutture strategiche anche per gruppi industriali che lavorano con auto, energia e manifattura.

Da 50 a 100 miliardi: perché servono così tanti soldi

DeepSeek si è fatta conoscere anche per l’idea di poter costruire modelli competitivi con costi inferiori rispetto ai grandi laboratori americani. Questo non significa però che la corsa all’AI sia diventata economica.

Allenare nuovi modelli, servirli a milioni di utenti e costruire infrastrutture di calcolo richiede chip, energia, data center e capitale. Più DeepSeek cresce, più deve affrontare lo stesso problema che riguarda il resto dell’industria: trasformare l’efficienza tecnica in capacità disponibile su larga scala.

La società, secondo Reuters, ha inoltre iniziato a spendere più aggressivamente per ampliare i data center e sviluppare altri modelli open source destinati alla Cina e ai mercati internazionali. È lo stesso terreno su cui si muovono altri gruppi cinesi: su Dietro Le Notizie abbiamo raccontato anche la spinta di Alibaba e Qwen nell’intelligenza artificiale.

Dietro la notizia: non è soltanto DeepSeek contro OpenAI

La lettura più facile sarebbe presentare questi 15 miliardi come il nuovo capitolo della sfida tra DeepSeek e OpenAI. È una parte della storia, ma non la più interessante.

La vera partita riguarda la capacità della Cina di costruire una filiera dell’intelligenza artificiale che dipenda meno dall’ecosistema statunitense. Il denaro serve ai modelli, ma soprattutto alla capacità di calcolo che li tiene in vita. Ed è qui che la geopolitica entra direttamente nei bilanci delle aziende.

Le restrizioni americane sull’esportazione dei chip avanzati hanno reso l’accesso all’hardware uno dei punti più delicati per le società cinesi. Avere molto capitale non elimina quel vincolo. Permette però di investire in infrastrutture, accordi industriali e alternative domestiche con una scala che poche startup possono permettersi.

C’è poi un secondo segnale. DeepSeek per anni aveva potuto contare soprattutto sulle risorse del fondatore Liang Wenfeng e del suo hedge fund High-Flyer. L’apertura a una raccolta esterna di queste dimensioni cambia il profilo dell’azienda: da laboratorio diventato famoso quasi all’improvviso a società che deve prepararsi a una fase molto più industriale.

L’IPO sullo sfondo

Il finanziamento arriva mentre DeepSeek si avvicina anche ai mercati finanziari. Reuters aveva riferito a settembre che la società ha incaricato CITIC Securities di lavorare alla preparazione di una possibile quotazione sullo STAR Market di Shanghai.

Non significa che l’IPO sia imminente o garantita. Significa però che raccolta privata, investimenti nell’infrastruttura e preparazione alla Borsa stanno iniziando a comporre lo stesso quadro.

Se il round verrà chiuso vicino ai 100 miliardi di yuan, DeepSeek avrà ottenuto qualcosa di più di una grande iniezione di liquidità: avrà dimostrato che una parte importante del capitale industriale cinese è pronta a scommettere sulla sua capacità di restare tra i protagonisti della corsa mondiale all’intelligenza artificiale.

Fonte: Reuters.

Fonti verificate1
  1. Reuters — reuters.com

Ultimo accesso alle fonti: 02 Novembre 2026

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