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Cosa è successo oggi in Italia e nel mondo — 4 novembre 2026

Midterm, chiusi i primi seggi negli Stati Uniti; Trump esclude piani immediati contro l'Iran; Garlasco, chiesto il processo per l'unico indagato; hacker nei supermercati, si dimette il ministro spagnolo Puente.

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Dietro Le Notizie · Edizione quotidianaItalia e mondo

Cosa è successo oggi

Mercoledì 4 Novembre 2026 · 8 notizie · Lettura 13 min

Live Ultimo aggiornamento ore 00:55Pasolini, la Procura di Roma apre una nuova indagine sull’omicidio del 1975

La notte italiana è quella del voto americano: le urne si chiudono Stato per Stato e i primi dati sugli umori degli elettori arrivano dal sondaggio dell’Associated Press. Sul fronte iraniano, il presidente prova a raffreddare le attese di un nuovo attacco. In Italia restano aperti il caso dei frigoriferi dei supermercati violati dagli hacker e lo scontro con le Regioni sui fondi per la sanità. In Spagna si dimette il ministro dei Trasporti dopo l’incidente ferroviario di Urda. Edizione delle ore 00:55.

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In sintesi

Le notizie di oggi in sintesi — 4 novembre 2026

  • Midterm USA: chiusi i primi seggi in Indiana e Kentucky; per il sondaggio AP sei elettori su dieci non approvano la gestione di Trump.
  • Iran: Trump al Financial Times esclude piani immediati di attacco: «Sembra che stiamo ottenendo tutto ciò che vogliamo».
  • Garlasco: la Procura di Pavia chiede il rinvio a giudizio per omicidio volontario pluriaggravato dell’unico indagato.
  • Attacchi hacker: vertice a Palazzo Chigi sui frigoriferi dei supermercati manomessi; il governo parla di impatto limitato, Piantedosi di azione coordinata.
  • Spagna: si dimette il ministro dei Trasporti Óscar Puente dopo l’incidente di Urda, costato 69 morti.
  • Manovra e sanità: Meloni rivendica 146,3 miliardi per il Fondo sanitario nel 2027; le Regioni chiedono più risorse.
  • Bce: per il presidente della Bundesbank Joachim Nagel un rialzo dei tassi a dicembre è «molto probabilmente necessario».
  • Pasolini: la Procura di Roma apre una nuova indagine sull’omicidio del 1975, secondo Il Post.
Mondo · Elezioni USA · Ore 00:55 · Redazione DLN

Midterm, chiudono i primi seggi: per il sondaggio AP sei elettori su dieci bocciano Trump

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4 novembre 2026. Negli Stati Uniti hanno chiuso i primi seggi delle elezioni di metà mandato, in Indiana e Kentucky: l’ANSA lo ha segnalato alle 00:13 italiane. Secondo un sondaggio dell’Associated Press tra gli elettori, riportato dall’ANSA, sei elettori su dieci non approvano il modo in cui Donald Trump guida il Paese e sei su dieci attribuiscono il caro prezzi più alle sue politiche che a fattori fuori dal suo controllo. Costo della vita e corruzione nel governo sono indicati come i temi principali.

Da sapere

Secondo AP, per conquistare il Congresso ai democratici servono quattro seggi in più al Senato e tre alla Camera. I problemi al voto sono stati soprattutto legati al maltempo, con allagamenti in Florida e nel Sud-Est; nella contea di Westchester, a New York, un guasto a uno scanner ha costretto a mettere da parte alcune schede da contare in seguito. Al momento della pubblicazione non ci sono risultati né proiezioni sul controllo delle due Camere. A Guam il repubblicano Tony Ada ha vinto la corsa a governatore, con risultati non ancora ufficiali, secondo Il Post.

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Un sondaggio sugli elettori non è un risultato: misura l’umore di chi ha votato, non come quell’umore si distribuisce nei collegi in bilico. Ma il dato sul carovita addossato alle scelte della Casa Bianca è il segnale politico più pesante per Trump: gli elettori legano i prezzi alle decisioni del presidente, non al caso.

Il margine richiesto ai democratici è ridotto, soprattutto alla Camera. Proprio per questo la notte sarà lunga: pochi seggi contesi possono decidere se il presidente governerà la seconda metà del mandato con un Congresso amico o con un ramo del Parlamento in mano all’opposizione.

Mondo · Iran e Stati Uniti · Ore 00:55 · Redazione DLN

Iran, Trump al Financial Times: «Nessun piano immediato per attaccare, siamo pronti se necessario»

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4 novembre 2026. Gli Stati Uniti non hanno piani immediati per colpire l’Iran. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al Financial Times, riportata dall’ANSA alle 00:49 italiane: «Sembra che stiamo ottenendo tutto ciò che vogliamo». Interpellato sui segnali di Benjamin Netanyahu su un possibile attacco entro la fine della settimana, Trump ha risposto: «Siamo pronti all’azione, se necessario, ma potrebbe non essercene alcun motivo». E ha aggiunto: «Non siamo realmente in guerra».

Da sapere

Poche ore prima l’ANSA aveva rilanciato un articolo del New York Times secondo cui il comando militare statunitense CENTCOM aveva predisposto un piano per colpire l’Iran, con un possibile avvio già mercoledì, il giorno dopo il voto. Il vicepresidente JD Vance ha parlato di «progressi» nei colloqui indiretti, mentre Teheran insiste perché Washington tolga prima il blocco navale, secondo Al Jazeera. Il testo integrale dell’intervista al Financial Times non è stato consultato direttamente dalla redazione.

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Le parole di Trump arrivano a urne ancora aperte e smentiscono, nei fatti, l’idea di un attacco già pronto per il giorno dopo il voto. Ma lasciano intatta la minaccia: «siamo pronti» è un messaggio rivolto tanto a Teheran quanto al governo israeliano, che spinge per un’azione rapida.

Per l’Europa il punto resta il costo dell’energia. Una dichiarazione distensiva può calmare i mercati per qualche ora, ma senza un’intesa sul blocco navale la distanza tra Washington e Teheran resta quella delle ultime settimane.

Giustizia · Delitto di Garlasco · Ore 00:55 · Redazione DLN

Garlasco, la Procura di Pavia chiede il processo per l’unico indagato dell’omicidio di Chiara Poggi

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4 novembre 2026. La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio dell’unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Lo ha comunicato martedì pomeriggio il procuratore Fabio Napoleone, riferiscono ANSA e Il Post. L’accusa, rivolta a un commesso di 38 anni amico del fratello della vittima, è di omicidio volontario pluriaggravato: secondo i pm avrebbe agito con crudeltà e per motivi abietti, legati a un rifiuto. L’indagato si è detto «convinto che sarà dimostrata» la sua innocenza.

Da sapere

Ora deciderà il giudice dell’udienza preliminare, che può disporre il processo o il non luogo a procedere; secondo Il Post l’udienza deve tenersi entro 30 giorni dalla richiesta. La difesa contesta l’impronta palmare e le analisi genetiche su cui poggia l’accusa. Alberto Stasi, l’allora fidanzato, è stato condannato in via definitiva a 16 anni; la sua difesa prepara una nuova istanza di revisione entro metà novembre, secondo l’ANSA. La famiglia Poggi non si costituirà parte civile.

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La richiesta di processo mette la giustizia davanti a un paradosso: un omicidio per cui esiste già un condannato definitivo viene attribuito dalla stessa Procura a un’altra persona. Il giudice dell’udienza preliminare dovrà valutare prove tecniche che la difesa contesta punto per punto.

La scelta della famiglia della vittima di restare fuori dal nuovo procedimento pesa quanto le perizie. Qualunque sia l’esito, il caso mostra quanto sia fragile la certezza di una sentenza quando cambiano gli strumenti di indagine.

Tecnologia · Sicurezza informatica · Ore 00:55 · Redazione DLN

Hacker nei frigoriferi dei supermercati, vertice a Palazzo Chigi: «Impatto limitato, nessun rischio per la salute»

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4 novembre 2026. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha presieduto martedì a Palazzo Chigi una riunione sugli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione, con il ministro Francesco Lollobrigida, i vertici dell’intelligence e il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale Andrea Quacivi. Secondo la presidenza del Consiglio, citata dall’ANSA, l’impatto è «fortemente limitato» e ha riguardato soprattutto piccoli esercizi con sistemi obsoleti. Lunedì, ricostruisce Il Post, gli aggressori avevano alzato da remoto la temperatura dei banchi frigo in almeno dieci supermercati in Sicilia, con casi anche in Toscana ed Emilia-Romagna.

Da sapere

Non ci sono rivendicazioni né attribuzioni. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di «un’iniziativa coordinata a livello europeo da parte di qualcuno»; indagano Polizia postale e Agenzia per la cybersicurezza. Attacchi simili sono stati segnalati in Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi, Estonia, Finlandia e Svezia, secondo Il Post. Palazzo Chigi esclude casi di rischio per la salute legati allo scongelamento; Adoc e Codacons temono invece carenze e rincari.

Dietro la notizia · l’analisi

Il bersaglio non sono le grandi catene, che secondo il governo hanno retto, ma la parte più debole della filiera: negozi e fornitori con dispositivi collegati a internet e protezioni insufficienti. È lì che un attacco a basso costo produce danni economici e allarme sociale.

Il caso sposta la sicurezza informatica dai ministeri agli scaffali. Finché non si conoscono gli autori, il rischio è che il dibattito sulla «guerra ibrida» corra più veloce delle prove, mentre la misura concreta resta l’aggiornamento dei sistemi dei piccoli operatori.

Esteri · Spagna · Ore 00:55 · Redazione DLN

Spagna, si dimette il ministro dei Trasporti Óscar Puente dopo l’incidente ferroviario di Urda

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4 novembre 2026. Il ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente si è dimesso martedì sera al termine di un’audizione di quattro ore davanti alla Deputazione permanente del Congresso sull’incidente ferroviario di Urda, in provincia di Toledo. Lo scontro del 28 ottobre tra un treno AVE di Renfe e un convoglio Iryo fermo sullo stesso binario ha causato 69 morti e circa 200 feriti, secondo Il Post ed Euronews. Puente ha rinunciato anche alla candidatura come capolista socialista a Valladolid alle elezioni generali del 29 novembre, riferisce l’ANSA.

Da sapere

Puente ha detto che un ministro dei Trasporti non può restare in carica dopo due gravi incidenti ferroviari in meno di un anno: a gennaio il deragliamento di Adamuz, in Andalusia, aveva causato 46 morti. Secondo la sua ricostruzione, riportata da Euronews, il centro di controllo di Adif ha lasciato proseguire il treno AVE nonostante il guasto del sistema di sicurezza automatico LZB. Fino ai giorni scorsi Puente e il premier Pedro Sánchez avevano escluso le dimissioni, secondo Il Post. Il nome del successore non è stato ancora annunciato.

Dietro la notizia · l’analisi

Il passo indietro arriva a meno di un mese dal voto e toglie all’opposizione un bersaglio, ma lascia aperta la domanda centrale: come un guasto ai sistemi di sicurezza non abbia fermato un treno ad alta velocità.

Per i socialisti il costo politico è evidente: la sicurezza della rete ferroviaria entra nella campagna elettorale come tema di governo, non come fatalità. Le dimissioni chiudono una responsabilità politica, non quella tecnica.

Politica · Manovra e sanità · Ore 00:55 · Redazione DLN

Manovra, scontro sui fondi alla sanità: Meloni rivendica 146,3 miliardi, le Regioni chiedono di più

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4 novembre 2026. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha difeso le scelte del governo sulla sanità: con la nuova legge di Bilancio, ha detto, il Fondo sanitario arriverà a 146,3 miliardi nel 2027. Le Regioni, riferisce l’ANSA, ne avevano chiesti 18 in più in tre anni e la Conferenza delle Regioni ha convocato un tavolo sul tema. L’assessore lombardo Guido Bertolaso ha definito i tagli «davvero insostenibili», stimando per la Lombardia «quasi mezzo miliardo».

Da sapere

Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale sostiene che per coprire l’inflazione le Regioni avevano chiesto 3,48 miliardi, mentre nel testo ne sono previsti 138 milioni. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato respinge l’accusa di tagli. Il presidente della Liguria Marco Bucci giudica «meglio di zero» i 7 miliardi in tre anni. Le cifre sono quelle dichiarate dalle parti e non sono state verificate su documenti ufficiali.

Dietro la notizia · l’analisi

Governo e Regioni usano numeri diversi per raccontare la stessa manovra: il primo guarda al valore assoluto del Fondo, le seconde ai costi che crescono più in fretta, dall’inflazione all’energia. È in quella differenza che si gioca la tenuta dei servizi.

Il dato politico è che la critica arriva anche dal centrodestra lombardo. Durante l’esame parlamentare la sanità diventerà uno dei punti in cui la maggioranza dovrà decidere se correggere il testo o difenderlo così com’è.

Economia · Banche centrali · Ore 00:55 · Redazione DLN

Bce, Nagel apre al rialzo dei tassi a dicembre: «Molto probabilmente necessario»

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4 novembre 2026. Un aumento dei tassi d’interesse della Banca centrale europea a dicembre è, allo stato attuale, «molto probabilmente necessario». Lo ha detto martedì sera a Berlino il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della Bce, secondo l’ANSA. «Difficilmente si potrà evitare un aumento dei tassi di interesse, a meno che le prospettive di inflazione non migliorino in modo significativo», ha aggiunto.

Da sapere

Si tratta dell’opinione di un singolo membro del Consiglio direttivo, non di una decisione della Bce. La prossima riunione di politica monetaria è fissata per il 17 dicembre.

Dietro la notizia · l’analisi

La voce più influente tra i falchi dell’Eurotower prepara il terreno a una stretta. Un rialzo renderebbe più cari mutui e prestiti proprio mentre l’inflazione resta lontana dall’essere domata.

Per l’Italia il costo del denaro conta due volte: per i bilanci privati e per i conti dello Stato. La condizione posta da Nagel, un miglioramento delle prospettive di inflazione, lascia aperta la porta, ma indica chiaramente la direzione.

Giustizia · Cold case · Ore 00:55 · Redazione DLN

Pasolini, la Procura di Roma apre una nuova indagine sull’omicidio del 1975

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4 novembre 2026. La Procura di Roma ha aperto una nuova indagine sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, ucciso nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. Lo riferisce Il Post: il fascicolo è stato assegnato alla pm Silvia Santucci, che ha delegato gli accertamenti al nucleo investigativo dei carabinieri. L’iniziativa nasce da un’istanza presentata nel novembre 2025 e integrata a maggio dall’avvocato Stefano Maccioni per il regista David Grieco, lo scrittore Giovanni Giovannetti e l’Ordine dei giornalisti del Lazio.

Da sapere

L’istanza si basa sulle dichiarazioni di un nuovo testimone, coperte dal segreto, e su immagini di un telegiornale Rai dell’epoca. Precedenti richieste avevano portato a una riapertura nel 2010, chiusa con l’archiviazione nel 2015, e a due rigetti, nel 2016 e nel 2023. Pino Pelosi fu condannato nel 1976. La notizia ha al momento una sola fonte giornalistica consultata.

Dietro la notizia · l’analisi

Dopo tre tentativi falliti, la Procura decide di indagare di nuovo: segno che gli elementi presentati sono stati ritenuti meritevoli di verifica. Non significa che la verità giudiziaria cambierà, ma riapre la domanda che accompagna il caso da sempre: se Pelosi abbia agito da solo.

Il tempo trascorso è il limite principale di ogni nuova verifica. Il peso del nuovo testimone e delle immagini Rai sarà decisivo per capire se questa indagine potrà andare oltre le precedenti.

Fonti verificate

Archivio

Le edizioni precedenti sono nella sezione Trend Italia. Leggi anche Cosa è successo il 3 novembre 2026.

Come lavoriamo: questa edizione è curata dalla redazione di Dietro le Notizie con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ogni notizia è verificata su fonti giornalistiche, elencate in fondo alla pagina, e il grado di verifica è indicato per ciascun fatto. Le analisi sono della redazione.

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