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Cosa è successo oggi in Italia e nel mondo — 7 novembre 2026

Alliana giura da presidente del Paraguay e Peña finisce ai domiciliari, Trump dice di parlare con l'Iran mentre Teheran denuncia missili su Qeshm, Altieri rinuncia all'Anac.

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DiMohamed Bourbiza
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Cosa è successo oggi

Sabato 7 Novembre 2026 · 9 notizie · Lettura 14 min

Live Ultimo aggiornamento ore 01:01Serie A, il Venezia batte 2-1 l’Udinese: decide Kike Pérez, amaro debutto per Zanetti

Buongiorno. La notte ha consegnato una svolta in America Latina: ad Asunción ha giurato Pedro Alliana, mentre l’ex presidente Peña resta chiuso nella sua abitazione per ordine della procura. Nel Golfo le parole di Trump sul dialogo con Teheran si sono incrociate con le notizie di due missili sull’isola di Qeshm. A Roma la nomina all’Anac si è chiusa con un ritiro. E poi la moda sotto amministrazione giudiziaria, Del Vecchio nel capitale del Fatto Quotidiano, il pressing americano sulla Cina, OpenAI e lo sport. Edizione delle ore 01:01.

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In sintesi

Le notizie di oggi in sintesi — 7 novembre 2026

  • Paraguay: Pedro Alliana giura da presidente fino all’agosto 2028; la procura dispone gli arresti domiciliari per l’ex presidente Peña, che respinge le accuse.
  • Iran: Trump dice che gli Usa parlano con rappresentanti di Teheran; secondo Tasnim due missili hanno colpito l’isola di Qeshm, senza notizie ufficiali sui danni.
  • Anac: Trifone Altieri ritira la disponibilità alla presidenza dopo la lettera delle opposizioni a Meloni; Palazzo Chigi «prende atto».
  • Moda: il Tribunale di Firenze mette Dixie e Patrizia Pepe in amministrazione giudiziaria per un anno: non hanno vigilato sullo sfruttamento nei laboratori dei fornitori.
  • Editoria: Leonardo Maria Del Vecchio compra il 2% di Seif, editrice del Fatto Quotidiano; per l’azienda è «una discreta provocazione».
  • Usa-Cina: Bessent e Greer chiedono a He Lifeng di attuare «pienamente e immediatamente» gli impegni di Busan.
  • OpenAI: secondo Bloomberg e Reuters chiusa una prima tranche da 11 miliardi di dollari a una valutazione di 1.250 miliardi, sotto i 1.500 chiesti.
  • Basket: l’Olimpia Milano esonera Peppe Poeta, ultimo in Eurolega con otto sconfitte di fila; ad interim c’è Marco Ramondino.
  • Serie A: il Venezia batte 2-1 l’Udinese con gol decisivo di Kike Pérez; i friulani di Zanetti restano ultimi.
Esteri · America Latina · Ore 01:01 · Redazione DLN

Paraguay, Alliana giura da presidente. Peña destituito e messo agli arresti domiciliari

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7 novembre 2026. Il vicepresidente Pedro Alliana, 52 anni, ha giurato venerdì come presidente del Paraguay e resterà in carica fino all’agosto 2028, riferiscono l’Associated Press e Reuters. Poche ore dopo la destituzione decisa dal Senato per il crollo della banca Ueno, la procura ha disposto che l’ex presidente Peña resti nella sua abitazione fino a quando non comparirà davanti all’unità per i reati economici e la corruzione. L’ufficio del procuratore generale ha confermato all’AP che Peña si trova agli arresti in casa, con l’ipotesi di violazione della fiducia. Peña respinge ogni accusa.

Da sapere

secondo l’AP la stessa disposizione chiede l’arresto dell’ex governatore della Banca centrale, e non è chiaro se sia già stato fermato. Reuters riporta l’arresto citando il quotidiano locale ABC Color. L’AP aggiunge che la procura indaga anche su Alliana e che giovedì il Parlamento ha accantonato una richiesta dell’opposizione di metterlo sotto accusa. Nel messaggio di commiato Peña aveva scritto: «Non voglio che la mia presenza sia causa di maggiore divisione o instabilità».

Dietro la notizia · l’analisi

in due giorni il Paraguay è passato da un presidente dimissionario a un presidente rimosso e trattenuto in casa. Il Congresso ha scelto la strada più dura: invece di accettare l’uscita di scena, ha voluto la destituzione, e la procura si è mossa subito dopo.

Il nuovo presidente non parte da una posizione pulita. Alliana eredita il caso Ueno e anche un’indagine che lo riguarda: la sua forza dipende da un Parlamento che giovedì ha deciso di non colpirlo, ma che ha appena mostrato di saper cambiare idea in fretta.

Mondo · Guerra in Iran · Ore 01:01 · Redazione DLN

Trump: «Stiamo andando molto bene con l’Iran». Teheran denuncia due missili sull’isola di Qeshm

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7 novembre 2026. Il presidente americano Donald Trump ha detto venerdì ai giornalisti che la sua amministrazione sta parlando con rappresentanti di Teheran: «Stiamo andando molto bene con l’Iran», riferisce Reuters. Nella stessa giornata, secondo l’ufficio dell’emiro del Qatar citato da CBS e Al Jazeera, Trump ha telefonato all’emiro Tamim bin Hamad Al Thani per discutere degli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni. In serata l’agenzia semiufficiale Tasnim ha scritto che, secondo le prime notizie, due missili hanno colpito l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, senza informazioni ufficiali sui danni.

Da sapere

l’agenzia di Stato IRNA, citata da Reuters, riferisce di testimoni secondo cui due proiettili hanno colpito l’area di Suza dopo che era stato udito un aereo. Nessun commento americano è stato riportato. Prima, secondo l’agenzia Fars citata da Al Jazeera, i Pasdaran avevano affermato di aver abbattuto un drone americano MQ-1 sopra l’isola; Reuters scrive che non c’è stata conferma immediata dagli Stati Uniti. I Pasdaran sostengono anche che due petroliere hanno urtato mine e preso fuoco; secondo CBS le autorità marittime non hanno confermato e Trump accusa l’Iran di inventare attacchi alle petroliere per far salire i prezzi dell’energia.

Dietro la notizia · l’analisi

le parole sul dialogo e i missili su Qeshm arrivano nella stessa sera e raccontano due piani diversi della stessa crisi. Washington parla di trattative senza dettagli, Teheran parla di attacchi senza dire da chi: nessuna delle due versioni, per ora, è verificabile.

Il ruolo del Qatar torna centrale. La telefonata con l’emiro indica che il canale diplomatico passa ancora dal Golfo, mentre nello Stretto di Hormuz ogni rivendicazione sulle petroliere pesa sui mercati prima ancora di essere confermata.

Politica · Governo · Ore 01:01 · Redazione DLN

Anac, il leghista Altieri ritira la candidatura dopo la lettera delle opposizioni a Meloni

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7 novembre 2026. Trifone Altieri ha rinunciato alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione. In una nota diffusa venerdì sera ha spiegato di aver deciso «per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale di ritirare la mia disponibilità», riferiscono l’ANSA e Adnkronos. Palazzo Chigi «prende atto del ritiro». Poche ore prima i capigruppo di Pd, M5s, Avs, Italia Viva, +Europa e Azione avevano chiesto a Giorgia Meloni di ritirare la nomina, sostenendo che l’Anac «non è un’estensione dell’esecutivo».

Da sapere

secondo fonti di governo citate dall’ANSA i due principali partiti di opposizione erano stati informati in anticipo della scelta, senza esprimere contrarietà. Nella lettera le opposizioni chiedevano un «confronto istituzionale trasparente» per individuare una figura di «alto e indiscusso profilo istituzionale». In giornata Meloni aveva difeso la scelta: «Era nelle nostre competenze farlo». Altieri, politico pugliese della Lega, siede nel consiglio di amministrazione di Leonardo.

Dietro la notizia · l’analisi

la nomina è durata pochissimo. Il governo evita uno scontro lungo su un’autorità di garanzia, ma il ritiro arriva dopo che Palazzo Chigi aveva rivendicato la scelta: la retromarcia è dell’interessato, il costo politico ricade sull’esecutivo.

Le fonti di governo spostano il tiro sulle opposizioni, sostenendo che erano state avvisate. È un modo per dire che la protesta è tardiva. Resta aperta la questione di fondo posta dalla lettera: chi sceglie il garante anticorruzione e con quale grado di indipendenza dal governo.

Lavoro · Moda · Ore 01:01 · Redazione DLN

Sfruttamento nei laboratori dei fornitori, Dixie e Patrizia Pepe in amministrazione giudiziaria

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7 novembre 2026. Il Tribunale di Firenze, sezione misure di prevenzione, ha disposto l’amministrazione giudiziaria per le aziende di abbigliamento Patrizia Pepe, con sede a Campi Bisenzio, e Dixie, con sede a Signa. Ha accolto la richiesta della Procura di Prato guidata da Luca Tescaroli, riferiscono Il Post e Il Sole 24 Ore. Secondo l’accusa le due aziende, che non sono indagate, avrebbero agevolato per colpa lo sfruttamento dei lavoratori nei laboratori a cui affidavano la produzione, non vigilando sulle imprese fornitrici.

Da sapere

la misura dura un anno, prorogabile di sei mesi: un amministratore nominato dal tribunale affianca la dirigenza per correggere le pratiche nella filiera. Indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro sono due imprenditori albanesi titolari dei laboratori, scrive Il Sole 24 Ore, secondo cui il sistema avrebbe fruttato circa 500 mila euro all’organizzazione. I lavoratori erano albanesi e bengalesi. È la seconda volta che la Procura di Prato ottiene questa misura per un marchio della moda. Non risultano repliche delle aziende.

Dietro la notizia · l’analisi

l’amministrazione giudiziaria non punisce le aziende, le obbliga a guardare dentro la propria filiera. Che la Procura di Prato vi ricorra per la seconda volta indica che nel distretto toscano non si tratta più di un caso isolato.

Il punto centrale è la responsabilità del committente. Le aziende non sono accusate di sfruttare direttamente, ma di non aver controllato chi produceva per loro. Per chi esternalizza la manifattura, il mancato controllo dei fornitori diventa un rischio giudiziario.

Economia · Editoria · Ore 01:01 · Redazione DLN

Leonardo Maria Del Vecchio compra il 2% della società del Fatto Quotidiano. L’editrice: «Una discreta provocazione»

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7 novembre 2026. L’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio ha annunciato su X di aver acquistato il 2% di Seif, la società quotata che edita il Fatto Quotidiano: «Anche io ho comprato il Fatto Quotidiano. Il 2%», riferiscono Adnkronos e Il Post. Il prezzo non è stato reso noto. Secondo Il Post, ai valori di Borsa del 5 novembre quella quota valeva circa 137 mila euro.

Da sapere

a ottobre Del Vecchio aveva proposto un’offerta pubblica di acquisto sulla società, ma i soci fondatori avevano detto di non essere interessati. Per la presidente e amministratrice delegata di Seif, Cinzia Monteverdi, lo statuto rendeva l’offerta impossibile; l’acquisto è «una discreta provocazione», il 2% «può fare poco» e l’indipendenza editoriale «non è assolutamente in discussione».

Dietro la notizia · l’analisi

la quota è piccola ma il messaggio è chiaro: respinto dai fondatori, Del Vecchio entra comunque dalla porta della Borsa. Il gesto ha un valore più simbolico che societario, e lo stesso editore lo legge così.

Per un giornale che ha fatto dell’indipendenza dalla grande proprietà un tratto distintivo, avere tra i soci uno degli imprenditori più attivi nell’editoria italiana è un fatto politico prima che finanziario. La partita si sposta sulle regole dello statuto.

Economia · Commercio · Ore 01:01 · Redazione DLN

Dazi, Bessent e Greer a Pechino: rispettate «pienamente e immediatamente» gli impegni di Busan

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7 novembre 2026. Il segretario al Tesoro Scott Bessent e il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer hanno parlato venerdì con il vicepremier cinese He Lifeng dell’attuazione dell’intesa commerciale di Busan, secondo il resoconto ufficiale del Tesoro americano. Bessent ha sottolineato che la Cina deve attuare «pienamente e immediatamente» gli impegni presi e ha sollevato preoccupazioni per «recenti azioni cinesi», senza specificarle.

Da sapere

secondo il Tesoro, Bessent ha detto che i progressi «dipendono da risultati concreti» e che gli Stati Uniti valuteranno da vicino come Pechino applica l’accordo. Reuters, ripresa da Al Jazeera, ricorda che giovedì la Cina aveva legato nuovi acquisti di prodotti agricoli americani all’attuazione di un taglio reciproco dei dazi.

Dietro la notizia · l’analisi

il tono del resoconto è quello di un avvertimento formale. Washington non dice quali siano le «recenti azioni» contestate e così lascia aperte tutte le ipotesi, mentre Pechino ha già fatto capire che i suoi impegni dipendono da quelli americani.

Per gli agricoltori americani la partita è concreta: gli acquisti cinesi sono la parte più visibile dell’intesa. Ogni accusa di inadempienza reciproca rischia di bloccare proprio la voce che la Casa Bianca voleva presentare come risultato.

Tecnologia · Intelligenza artificiale · Ore 01:01 · Redazione DLN

OpenAI chiude una prima tranche da 11 miliardi di dollari: valutazione a 1.250 miliardi, sotto le attese

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7 novembre 2026. OpenAI ha chiuso una prima tranche da 11 miliardi di dollari in un round di finanziamento che la valuta 1.250 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Bloomberg e ripreso da Reuters. Tra i partecipanti ci sono SoftBank e MGX. La notizia non è stata confermata ufficialmente dall’azienda.

Da sapere

secondo Reuters l’obiettivo iniziale del round era fino a 30 miliardi di dollari, e due investitori hanno detto che la valutazione è inferiore ai 1.500 miliardi chiesti inizialmente da OpenAI. Il finanziamento arriva mentre il clima sui titoli legati all’intelligenza artificiale si raffredda.

Dietro la notizia · l’analisi

la cifra resta enorme, ma il dettaglio che conta è lo sconto. Una valutazione più bassa di quella chiesta e una tranche lontana dall’obiettivo massimo dicono che anche per il nome più forte del settore gli investitori cominciano a trattare sul prezzo.

SoftBank e MGX restano i sostenitori più esposti. Se il raffreddamento sui titoli dell’intelligenza artificiale continua, la raccolta delle tranche successive diventerà la vera misura della fiducia del mercato.

Sport · Basket · Ore 01:01 · Redazione DLN

Basket, l’Olimpia Milano esonera Peppe Poeta: in panchina va Ramondino ad interim

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7 novembre 2026. L’Olimpia Milano ha «sollevato Peppe Poeta dall’incarico di capo allenatore», ringraziandolo «per l’impegno, la dedizione e l’entusiasmo», riferiscono il Corriere dello Sport e Sportmediaset. La squadra sarà guidata ad interim dall’assistente Marco Ramondino, a partire dalla partita di domenica in casa contro Trento. Poeta era stato nominato il 24 novembre 2025 al posto di Ettore Messina e da capo allenatore aveva vinto scudetto, Coppa Italia e Supercoppa.

Da sapere

in Eurolega Milano è ultima con una vittoria e nove sconfitte, le ultime otto consecutive, l’ultima per 84-73 a Valencia. In campionato è quarta con quattro vittorie e due sconfitte. Il club non ha ancora annunciato ufficialmente il successore.

Dietro la notizia · l’analisi

i trofei vinti non sono bastati. Il campionato tiene, l’Europa no, e per una società che investe per competere in Eurolega otto sconfitte di fila sono un problema di progetto, non solo di risultati.

Affidare la squadra a un assistente in attesa del nuovo tecnico dice che la decisione è maturata in fretta. Chi arriverà dovrà rimettere in corsa la stagione europea con una classifica già compromessa.

Sport · Serie A · Ore 01:01 · Redazione DLN

Serie A, il Venezia batte 2-1 l’Udinese: decide Kike Pérez, amaro debutto per Zanetti

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7 novembre 2026. Nell’anticipo dell’undicesima giornata di Serie A il Venezia ha battuto 2-1 l’Udinese al Penzo, riferiscono l’ANSA e Sportmediaset. I lagunari sono passati in vantaggio con Basic in avvio di ripresa, l’Udinese ha pareggiato al 57′ con un’autorete di Matías Moreno e al 65′ Kike Pérez ha segnato il gol della vittoria.

Da sapere

per l’Udinese era la prima partita con il nuovo allenatore Paolo Zanetti. Secondo l’ANSA i friulani sono ultimi in classifica e hanno perso otto delle ultime nove partite.

Dietro la notizia · l’analisi

il cambio di allenatore non ha prodotto l’effetto immediato che l’Udinese cercava. La squadra ha reagito al primo gol, ma ha ceduto di nuovo pochi minuti dopo: è il segno di una fragilità che va oltre la panchina.

Per il Venezia la vittoria pesa doppio: arriva subito dopo aver incassato il pareggio e contro un’avversaria in piena crisi, che resta da sola in fondo alla classifica.

Fonti verificate

Archivio

Le edizioni precedenti sono nella sezione Trend Italia. Leggi anche Cosa è successo il 6 novembre 2026.

Come lavoriamo: questa edizione è curata dalla redazione di Dietro le Notizie con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ogni notizia è verificata su fonti giornalistiche, elencate in fondo alla pagina, e il grado di verifica è indicato per ciascun fatto. Le analisi sono della redazione.

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