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Cosa è successo oggi in Italia e nel mondo — 27 ottobre 2026

27 ottobre 2026: Israele al voto tra Netanyahu ed Eisenkot, Harry Kane vince il Pallone d'oro, Wall Street in rialzo e vertice a Teheran.

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DiMohamed Bourbiza
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Cosa è successo oggi 27 ottobre 2026: notizie dall’Italia e dal mondo
Dietro Le Notizie · Edizione quotidianaItalia e mondo

Cosa è successo oggi

Martedì 27 Ottobre 2026 · 28 notizie · Lettura 57 min

Live Ultimo aggiornamento ore 23:45Serie A, la Roma rimonta il Cagliari 4-2 nel finale; il Como vince 3-1 a Torino

Israele, chiusi i seggi dopo una giornata di affluenza record. Secondo l’exit poll di Canale 12, il Likud di Benjamin Netanyahu ottiene 24 seggi e Yashar di Gadi Eisenkot 22: 50 seggi al blocco di Netanyahu, 52 a quello di Eisenkot e 18 ai partiti arabi. Nessuno ha una maggioranza autonoma: sono proiezioni televisive, non risultati ufficiali. Nella notte a Londra Harry Kane ha vinto il Pallone d’oro, primo inglese dal 2001. Wall Street ha chiuso in rialzo, mentre Tokyo ha terminato la seduta a +1,73%, sostenuta da AI e semiconduttori.

Dove è successo oggiTocca un punto per leggere la notizia

In sintesi

Le notizie di oggi in sintesi — 27 ottobre 2026

  • Israele: chiusi i seggi. Exit poll Canale 12: Likud 24, Yashar di Eisenkot 22; blocco Eisenkot 52 seggi, blocco Netanyahu 50, partiti arabi 18. Nessuna maggioranza autonoma; affluenza al 74,3% alle 20 locali.
  • Calcio: Harry Kane vince il Pallone d’oro 2026 a Londra, primo inglese dopo Michael Owen nel 2001; Alexia Putellas vince il premio femminile.
  • Iran: dopo il vertice di Teheran con Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, Teheran dice che i quattro Paesi continueranno a discutere per rafforzare la cooperazione.
  • Mercati: Tokyo chiude a +1,73%; nella seduta odierna Wall Street apre con S&P 500 +0,30%, Nasdaq +0,45% e Dow Jones -0,16%.
  • Corea del Sud: Pil +1,0% nel terzo trimestre, sopra le attese e trainato dai chip; il Kospi chiude a +3,09% dopo aver superato il 4% durante la seduta.
  • Ucraina: tregua umanitaria a Oleshky confermata fino alle 22:59 del 1° novembre; alle 17:30 locali non risultavano violazioni degli accordi.
  • Brasile: il Partido Liberal riconosce la vittoria di Lula; Flávio Bolsonaro manca il termine per consegnare i passaporti, che vengono annullati, mentre la polizia verifica un’eventuale uscita dal Paese.
  • Usa: terza accusa penale contro l’ex capo dell’FBI James Comey, due capi per la presunta diffusione di informazioni sulla difesa nazionale; lui si dice innocente.
  • Manovra: Giorgetti indica il Consiglio dei ministri per domani mattina; «quasi tutte le componenti» sono a punto e prosegue il confronto con Bruxelles sulle misure ammissibili.
  • Pozzuoli: il tifoso del Portici resta in condizioni gravissime ma stabili dopo l’intervento; è in sedazione profonda. Otto arresti, tra cui tre minorenni.
  • Piazza Affari: apertura debole, Ftse Mib -0,45% sotto i 49.000 punti.
  • Romania: i servizi segreti attribuiscono a una rete di sabotaggio coordinata dalla Russia l’incendio vicino alla fabbrica d’armi di Brașov; tre sospettati, due bielorussi e un ucraino.
  • Spagna: accordo tra Popolari e Vox sulle liste per il Senato in vista del voto anticipato del 29 novembre.
  • Giordania-Siria: raid aerei giordani nel sud della Siria dopo la strage nella chiesa di Karak; Damasco parla di civili uccisi e chiude il principale valico di frontiera.
  • Auto: Subaru, secondo Nikkei citato dall’ANSA, smetterà di vendere auto a combustione in Europa entro il 2027; dal 2028 solo tre modelli elettrici sviluppati con Toyota.
  • Spettacolo: Jay-Z sarà il protagonista dello spettacolo dell’intervallo del Super Bowl del 14 febbraio 2027 a Inglewood.
  • Camera: attacco hacker «massivo» contro le caselle di posta dei deputati, presa di mira anche quella di Meloni; per Montecitorio nessuna emergenza, al lavoro con l’Agenzia per la cybersicurezza.
  • Clima: per l’Omm la CO2 ha toccato nel 2025 il record di 426,8 parti per milione, il 153% del livello preindustriale; nuovi massimi anche per metano e protossido di azoto.
  • Francia: la fiducia delle famiglie scende a 80 punti a ottobre, il livello più basso dal giugno 2013 secondo l’Insee.
  • Usa: la corte d’appello del Nono Circuito respinge, 2 a 1, la richiesta dell’amministrazione Trump di accantonare in California le schede postali di presunti non cittadini.
  • Ucraina: Stubb e Støre telefonano a Putin e chiedono la ripresa dei negoziati; per il Cremlino la pace passa dagli «interessi legittimi» della Russia, critiche dalla Danimarca.
  • Turchia: un tornado colpisce un cantiere ad Antalya e uccide quattro operai, tre siriani; quattro arresti, tra cui il titolare dell’impresa.
  • Energia: Putin al vertice dei Paesi esportatori di gas a Mosca attacca le sanzioni europee; ai margini incontro tra Pezeshkian e l’emiro del Qatar.
  • Boeing: il titolo perde il 9,89% a Wall Street dopo la trimestrale; il 737 Max salirà a 52 aerei al mese solo nella seconda metà del 2027.
  • Taxi: venti sigle proclamano lo sciopero nazionale del 15 dicembre con manifestazione a Roma; prima, piazze a Milano, Napoli e Firenze.
  • Usa: Trump dice che accetterà il risultato delle midterm «se saranno elezioni oneste»; se perderà il Congresso promette di collaborare con i democratici, forte del potere di veto.
  • Piazza Affari: chiusura a +0,90% a 49.627 punti trainata da Stm; spread Btp-Bund a 113,8 punti base.
  • Israele: affluenza finale al 77,7%, la più alta dal 2001; Eisenkot parla di «totale sfiducia» verso Netanyahu, Sa’ar giudica prematuri i festeggiamenti. Risultati ufficiali il 4 novembre.
  • Serie A: la Lazio vince 6-2 a Sassuolo con doppietta di Noslin e, secondo Sky TG24, sale da sola in testa alla classifica.
  • Valle d’Aosta: la Corte d’Appello di Torino conferma la decadenza del presidente della Regione Renzo Testolin per il limite dei mandati.
  • Serie A: la Roma rimonta il Cagliari 4-2 con i gol di Mora e Malen nel finale; il Como vince 3-1 a Torino. In testa Lazio 25, Inter 22, Roma 21, Como 20.
Mondo · Israele · Ore 21:56 · Redazione DLN

Israele, exit poll Canale 12: Netanyahu a 50 seggi, blocco Eisenkot a 52

VerificaConfermato da più fonti

27 ottobre 2026. I seggi in Israele sono aperti dalle 7 alle 22 ora locale, dalle 6 alle 21 in Italia, riferisce Reuters. Secondo l’ANSA sono chiamati al voto circa 7 milioni di persone in oltre 12.000 seggi. Gli ultimi sondaggi, chiusi venerdì, danno un sostanziale pareggio tra il Likud di Benjamin Netanyahu con i suoi alleati di destra e l’alleanza guidata dall’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot. Poco prima del voto Donald Trump ha sostenuto pubblicamente Netanyahu.

Da sapere

nessuno dei due schieramenti ha una strada chiara verso i 61 seggi su 120. Il presidente Isaac Herzog sceglierà chi incaricare dopo le consultazioni, l’11 novembre, secondo l’ANSA. Se nessuno forma un governo, Netanyahu può restare in carica per gli affari correnti fino a un nuovo voto, ricorda Reuters. Per la prima volta votano anche i drusi del Golan.

Dietro la notizia · l’analisi

per Netanyahu, al potere da 19 anni complessivi, la posta è personale: perdere significa affrontare il processo per corruzione senza la carica e lasciare ad altri la decisione su una commissione d’inchiesta nazionale sul 7 ottobre, la promessa centrale di Eisenkot. Il sostegno di Trump arrivato all’ultimo momento serve a mobilitare l’elettorato di destra, ma rischia di spingere al voto anche chi teme l’isolamento internazionale di Israele.

Il fattore decisivo può essere l’affluenza della minoranza araba, circa il 18% dei residenti secondo l’Istituto centrale di statistica citato dall’ANSA. Con la Lista Unita stimata a 9 seggi e Ra’am a 5, i partiti arabi possono rendere impossibile qualsiasi maggioranza senza di loro. Lo scenario dello stallo, con Netanyahu premier ad interim e nuove elezioni nel 2027, resta il più probabile.

Aggiornamento ore 11:45: affluenza alta in mattinata. Alle 10 avevano votato circa 1,2 milioni di israeliani, 0,78 punti percentuali in più rispetto alla stessa ora del 2022: è il dato più alto a quell’ora dal 1981, secondo la Commissione elettorale citata dal Sole 24 Ore. Gli aventi diritto sono circa 7,3 milioni.

Aggiornamento ore 12:45: alle 12 locali, le 11 in Italia, l’affluenza era al 31,5%, circa 2 milioni di votanti: secondo l’ANSA è il dato più alto a quell’ora dalle elezioni del 1977. Nel 2022 l’affluenza finale fu del 70%. In un video Netanyahu ha lanciato una «chiamata d’emergenza» agli elettori del Likud: «tentano di rubarci il voto», ha detto, sostenendo che nel sud l’affluenza degli arabi sia molto più alta di quella degli ebrei. Le fonti non riportano conferme indipendenti delle sue affermazioni. Gli exit poll sono attesi alla chiusura dei seggi, i risultati ufficiali il 4 novembre, riferisce l’ANSA.

Aggiornamento ore 15:50: alle 14 locali, le 13 in Italia, aveva votato il 44,9% degli aventi diritto, secondo la Commissione elettorale centrale citata da Reuters. Per la Commissione il dato «ha battuto tutti i record». A quell’ora restavano otto ore di voto.

Aggiornamento ore 17:45: alle 16 locali, le 15 in Italia, l’affluenza era al 55,7%, contro il 47,5% alla stessa ora del 2022, riferisce l’ANSA. Per Din Livneh, direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale, è il dato più alto da quando è iniziata la raccolta dei dati nel 1973. Nelle città considerate bacino di voti del Likud l’affluenza è sotto la media nazionale: 51% ad Afula, 49% ad Ashkelon e Holon, 40% a Bat Yam, secondo i dati della Commissione citati dall’ANSA.

Aggiornata ora — 18:31: la Commissione elettorale centrale ha confermato che i seggi potranno restare aperti oltre le 22 locali se ci saranno ancora elettori in fila. L’ultimo dato nazionale verificato resta il 55,7% alle 16 locali, massimo storico a quell’ora. In caso di code, anche la diffusione degli exit poll potrebbe slittare.

Aggiornata ora — 21:56 (Italia) · Exit poll Canale 12 (N12)

Chiusi i seggi alle 22 in Israele, le 21 in Italia. Il sondaggio all’uscita dalle urne realizzato da Mano Geva per Canale 12 assegna 24 seggi al Likud di Benjamin Netanyahu e 22 a Yashar di Gadi Eisenkot. Il blocco di opposizione guidato da Eisenkot è stimato a 52 seggi, quello di Netanyahu a 50; 18 vanno ai partiti arabi (Lista Unita 11 e Ra’am 7). Nessuno dei due blocchi dispone, da solo, dei 61 seggi necessari per una maggioranza alla Knesset.

Gli altri partiti secondo N12: Insieme di Naftali Bennett 12 seggi, Democratici 10, Israel Beiteinu 8, Shas 8, Giudaismo Unito della Torah 6, Potere Ebraico 6, Sionismo Religioso–Zehut 6. Nell’ultimo aggiornamento del sondaggio televisivo i Democratici sono saliti da 9 a 10, mentre Israel Beiteinu è scesa da 9 a 8: i rapporti tra i blocchi non sono cambiati.

Affluenza: alle 20 locali aveva votato il 74,3% degli aventi diritto, secondo la Commissione elettorale centrale citata da N12, contro il 71,3% finale delle elezioni 2022. Attenzione: gli exit poll sono stime e non rappresentano lo scrutinio ufficiale. La composizione della nuova Knesset e la formazione di un governo dipenderanno dal conteggio e dalle consultazioni politiche.

Aggiornamento ore 22:45: alla chiusura dei seggi l’affluenza finale è del 77,7%, con 5.695.682 votanti: secondo l’ANSA è il dato più alto dal 2001. Gadi Eisenkot ha commentato gli exit poll parlando di «totale sfiducia» nei confronti di Netanyahu e del «governo del 7 ottobre» e ha detto che agirà subito per sostituirlo. Per Gideon Sa’ar «i festeggiamenti della sinistra sono prematuri»: il Likud, ha scritto su X, resta il primo partito. Nelle fonti consultate non compaiono commenti di Netanyahu. I risultati ufficiali sono attesi il 4 novembre: lo spoglio delle cosiddette «buste doppie» di soldati, diplomatici e ricoverati richiede più tempo e in passato ha ribaltato le indicazioni degli exit poll, ricorda l’ANSA.

Sport · Calcio · Ore 00:08 · Redazione DLN

Harry Kane vince il Pallone d’oro: primo inglese dopo 25 anni

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27 ottobre 2026. L’attaccante del Bayern Monaco e capitano dell’Inghilterra Harry Kane ha vinto il Pallone d’oro 2026, consegnato al London Palladium nella 70ª edizione del premio, riferiscono ANSA ed ESPN. Kane, 33 anni, ha segnato 73 gol nella stagione tra club e nazionale. Davanti a lui non è arrivato nessuno: secondo ESPN alle sue spalle si sono piazzati Kylian Mbappé e Lamine Yamal. È il primo inglese premiato dopo Michael Owen nel 2001.

Da sapere

Alexia Putellas ha vinto il Pallone d’oro femminile, il suo terzo; Lamine Yamal il Trofeo Kopa per il terzo anno consecutivo; il Psg è stato premiato come miglior club e Luis de la Fuente come miglior allenatore, secondo l’ANSA. Non sono stati resi noti nelle fonti i punteggi delle votazioni. Nessun italiano risulta tra i premiati.

Dietro la notizia · l’analisi

il premio a Kane chiude una contraddizione che durava da anni: uno dei centravanti più prolifici della sua generazione senza un riconoscimento individuale di questo livello. La scelta di Londra, per celebrare i 70 anni del premio e il primo vincitore Stanley Matthews, ha reso la serata quasi una festa nazionale inglese.

Per Mbappé, recordman di gol ai Mondiali secondo ESPN, il secondo posto pesa: l’anno del record internazionale non è bastato. Per il calcio italiano l’assenza dai premi principali conferma un dato ormai stabile: i protagonisti della Serie A restano fuori dalla corsa ai riconoscimenti individuali.

Mondo · Iran e Golfo · Ore 05:00 · Redazione DLN

Vertice di Teheran, l’Iran: con sauditi, turchi e pakistani più cooperazione

VerificaConfermato da più fonti

27 ottobre 2026. Dopo l’incontro di lunedì a Teheran con il ministro della Difesa saudita Khalid bin Salman, il capo dell’esercito pachistano Asim Munir e il capo dell’intelligence turca Ibrahim Kalin, l’Iran ha detto che i partecipanti hanno concordato di continuare le discussioni per rafforzare la cooperazione tra i quattro Paesi, riferisce Al Jazeera citando l’agenzia Fars. La televisione di Stato iraniana ha parlato del primo incontro congiunto di questo livello, ospitato dal segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Mohsen Rezaei.

Da sapere

l’Arabia Saudita ha chiarito che la missione a Teheran serviva ad aprire canali negoziali per «evitare il ritorno dell’escalation militare». Un alto funzionario pakistano citato da Reuters ha detto che i colloqui hanno riguardato anche una possibile rete regionale di non aggressione, i negoziati tra Stati Uniti e Iran, gli attacchi Houthi, lo Stretto di Hormuz e il blocco statunitense dei porti iraniani. Un’altra fonte pakistana ha riferito che Asim Munir ha presentato a Teheran una proposta diplomatica, senza renderne pubblici i dettagli.

Dietro la notizia · l’analisi

il dato nuovo è che Riad non è rimasta in silenzio: ha presentato la missione come un canale per evitare una nuova escalation, mentre fonti pakistane parlano di un possibile meccanismo regionale di non aggressione. Non significa un’alleanza con Teheran, ma indica che Arabia Saudita, Pakistan e Turchia stanno cercando un canale di sicurezza regionale che includa anche il dossier Houthi e il negoziato tra Washington e Teheran.

Il tempismo conta. L’incontro arriva il giorno prima del voto in Israele, mentre Trump alterna minacce e aperture. Se il canale tra Teheran e il patto della Mecca regge, Washington si troverà a trattare con una regione che ha aperto una via di dialogo propria.

Aggiornata ora — 18:31: il Qatar, impegnato nella mediazione, ha chiesto all’Iran «buone intenzioni», la fine delle minacce verso i Paesi arabi del Golfo e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il messaggio mostra che il canale diplomatico resta aperto, ma che Doha considera ancora insufficienti le garanzie di Teheran.

Economia · Mercati · Ore 05:00 · Redazione DLN

Wall Street chiude in rialzo, Tokyo termina a +1,73%

VerificaDati provvisori, in aggiornamento

27 ottobre 2026. Lunedì a Wall Street l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,7% a 7.676,77 punti, il Dow Jones lo 0,3% a 52.361,58, il Nasdaq lo 0,8% a 26.169,38, secondo l’AP ripresa da TV News Check. Nvidia è salita del 2,4%, Meta ha chiuso a -1,9% dopo l’annuncio delle emissioni azionarie per l’AI. Stamattina Tokyo ha aperto in rialzo dello 0,44% a 62.465,69 punti, trainata da tecnologici e semiconduttori, con lo yen a 157,40 sul dollaro, riferisce l’ANSA.

Da sapere

i dati asiatici sono di apertura e cambieranno nel corso della seduta. Il decennale Usa è sceso al 4,98%. Mercoledì la Fed decide sui tassi: il mercato si aspetta che restino fermi dopo il rialzo del mese scorso. Questa settimana pubblicano i conti Alphabet, Microsoft e Amazon.

Dietro la notizia · l’analisi

il rialzo poggia sui chip più che sull’intera economia. Il caso Meta mostra il nodo: il mercato premia la corsa all’intelligenza artificiale, ma inizia a guardare chi la paga e con quale debito o diluizione degli azionisti.

Con il decennale americano vicino al 5%, il denaro resta caro per tutti, anche per l’Europa. I conti delle big tech di questa settimana diranno se la spesa per l’AI produce ricavi o solo nuove richieste di capitale.

Aggiornamento ore 05:45: in Asia la seduta accelera. Secondo Reuters il Kospi di Seul sale di oltre il 4% nelle prime ore di scambi, il Nikkei di Tokyo dell’1,9% e l’indice Msci dell’Asia-Pacifico escluso il Giappone dell’1,2%, sulla spinta della richiesta di quotazione di Anthropic e della raccolta di capitale annunciata da Meta. Lo yen è a 157,72 per dollaro, il Brent cede lo 0,7% a 114,95 dollari al barile.

Aggiornamento ore 08:08: Tokyo ha chiuso in rialzo dell’1,73% a 63.268,37 punti, con un guadagno di 1.078 punti. Secondo l’ANSA il recupero è stato sostenuto dai titoli legati all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori; lo yen si è indebolito a 157,70 per dollaro.

Aggiornamento ore 09:45: in Europa Piazza Affari apre debole: il Ftse Mib cede lo 0,45% a 48.963 punti, sotto quota 49.000, riferisce l’ANSA.

Aggiornata ora — 18:31: nella seduta odierna Wall Street ha aperto con S&P 500 +0,30% e Nasdaq +0,45%, mentre il Dow Jones ha ceduto lo 0,16%, secondo Reuters. Il mercato resta concentrato sulla decisione della Federal Reserve e sui conti delle grandi società tecnologiche.

Aggiornamento ore 18:45: Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,90% a 49.627 punti, spinta da Stm (+7,11%), Technoprobe (+3,36%) e Prysmian (+3,3%); in coda Eni (-2,58%), Moncler (-2,05%) e Campari (-1,93%). Lo spread tra Btp e Bund chiude a 113,8 punti base, in rialzo di quasi 2 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,49%, riferisce l’ANSA.

Economia · Asia · Ore 05:45 · Redazione DLN

Corea del Sud, il Pil corre dell’1% nel terzo trimestre grazie ai chip

VerificaDa verificare: una sola fonte

27 ottobre 2026. L’economia sudcoreana è cresciuta dell’1,0% nel terzo trimestre rispetto al precedente, contro lo 0,6% del secondo, secondo la stima preliminare della Banca di Corea riportata da Reuters. Gli analisti si aspettavano lo 0,7%, la banca centrale ad agosto aveva previsto lo 0,3%. Su base annua la crescita è del 3,4%. Le esportazioni sono salite del 2,3%, gli investimenti in impianti del 4,1%. «Circa metà della crescita è trainata dai semiconduttori», ha detto Lee Dong-won, direttore delle statistiche economiche della Banca di Corea.

Da sapere

i consumi privati sono scesi dello 0,2%, primo calo in quasi quattro anni. Il dato è preliminare e può essere rivisto. Se il quarto trimestre resterà sullo stesso livello, la crescita del 2026 arriverebbe al 3,7%, contro il 3,3% previsto dalla banca centrale ad agosto, scrive Reuters. Stamattina la Borsa di Seul è salita di oltre il 4% in avvio, spinta dalla richiesta di quotazione di Anthropic.

Dietro la notizia · l’analisi

la Corea è il termometro più diretto della corsa all’intelligenza artificiale: quando i data center americani comprano memorie, Seul cresce. Il rovescio è il calo dei consumi. Le famiglie non vedono i benefici di un boom concentrato nei grandi gruppi esportatori di chip.

Una crescita che dipende per metà da un solo settore è fragile. Se la spesa delle big tech per l’AI rallentasse, la Corea sarebbe tra i primi Paesi a pagarne il conto. E un’economia che corre più del previsto toglie alla banca centrale argomenti per abbassare i tassi a sostegno dei consumi.

Aggiornata ora — 18:31: il Kospi ha chiuso la seduta a 5.638,34 punti, in rialzo del 3,09%. Durante il rally la Korea Exchange ha attivato per cinque minuti un buy-side sidecar sul trading programmato; il Kosdaq ha terminato a +2,29%.

Mondo · Ucraina · Ore 06:45 · Redazione DLN

Ucraina, scatta la tregua a Oleshky: Mosca ferma il fuoco, Kiev conferma

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27 ottobre 2026. È iniziato il cessate il fuoco locale intorno a Oleshky, cittadina occupata dalla Russia sulla riva sinistra del Dnipro, di fronte a Kherson. Il ministero della Difesa russo ha annunciato su Telegram lo stop ai combattimenti nel settore di Kherson dalle 4 ora di Mosca, le 2 in Italia, per preparare un’operazione umanitaria, riferiscono ANSA e Reuters. Dmytro Lubinets, commissario per i diritti umani e capo della squadra negoziale ucraina, ha confermato su Facebook che la parte ucraina «rispetta i propri impegni», scrive Reuters.

Da sapere

In mattinata Mosca e Kiev non avevano ancora indicato pubblicamente la durata della tregua; nel pomeriggio la parte ucraina ha precisato che resterà in vigore fino alle 22:59 del 1° novembre. Secondo Reuters dovrebbe permettere consegne di aiuti ed evacuazioni da una città in prima linea con gravi carenze di cibo e medicinali. La Casa Bianca aveva attribuito l’intesa alla first lady Melania Trump. Nella stessa notte il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha scritto su Telegram che è stato colpito il ponte Pivdennyi, con danni anche alle infrastrutture della metropolitana, riferisce l’ANSA.

Dietro la notizia · l’analisi

la tregua vale per un solo settore del fronte ed è prevista fino alle 22:59 del 1° novembre. È un accordo umanitario, non l’avvio di un negoziato. Per Mosca è un modo di mostrarsi disponibile verso Washington senza cedere nulla sul terreno: Oleshky resta sotto controllo russo.

Il colpo al ponte di Kiev nella stessa notte mostra quanto sia stretto il perimetro dell’intesa. Per la Casa Bianca il banco di prova è la tenuta: se aiuti ed evacuazioni passeranno davvero, il modello delle tregue locali diventerà una carta da giocare; se salterà, resterà un’operazione d’immagine.

Aggiornamento ore 07:40: l’attacco russo su Kiev di lunedì sera ha fatto almeno un morto e 15 feriti, nove dei quali ricoverati e tre in gravi condizioni, secondo il sindaco Vitali Klitschko citato da Reuters. Molti feriti si trovavano davanti a un dormitorio dell’Università statale di commercio ed economia, sulla riva orientale del Dnipro. Sono stati colpiti anche edifici residenziali, una stazione della metropolitana e due strutture sanitarie, riferiscono Reuters e Il Post. Nuove esplosioni si sono sentite a Kiev poco dopo le 3 ora locale di martedì, scrive Euronews. A Oleshky, secondo l’Onu citata da Euronews, sono bloccate fino a 2.000 persone; la missione di aiuti è attesa entro la settimana.

Aggiornamento ore 12:50: la comunità di Oleshky ha annunciato che gli abitanti saranno evacuati lungo un percorso attraverso la Crimea, con autobus e ambulanze, secondo l’ANSA che cita media ucraini. La tregua resta limitata al settore di Kherson.

Aggiornata ora — 18:31: la tregua umanitaria nell’area di Oleshky è prevista fino alle 22:59 del 1° novembre, secondo il capo del gruppo parlamentare Servitore del Popolo David Arakhamia. Il commissario ucraino Dmytro Lubinets ha riferito che alle 17:30 locali non risultavano violazioni degli accordi.

Mondo · Brasile · Ore 06:45 · Redazione DLN

Brasile, il partito di Flávio Bolsonaro riconosce la vittoria di Lula

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27 ottobre 2026. Il Partido Liberal, il partito di Flávio Bolsonaro, ha riconosciuto la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva al ballottaggio di domenica. In una nota firmata dal presidente Valdemar Costa Neto il partito dichiara di riconoscere «il risultato presidenziale proclamato dal Tribunale Superiore Elettorale», riferisce l’ANSA. Secondo CNN Brasil la nota sostiene però che i dubbi sul voto vadano chiariti in un dibattito politico «equilibrato e democratico» e critica l’aumento dei sussidi sociali alla vigilia delle urne.

Da sapere

subito dopo la sconfitta Flávio Bolsonaro aveva definito il risultato «inaccettabile». Secondo CNN Brasil, dopo aver consultato l’ala moderata del partito ha deciso di non contestarlo più; le fonti non riportano una sua dichiarazione diretta. Lunedì, dopo una visita al padre Jair, agli arresti domiciliari, ha detto sui social che la Polizia federale gli ha ordinato di consegnare i passaporti e gli ha vietato di lasciare il Paese, parlando di «Polizia federale di Lula», riferisce l’ANSA. Per CNN Brasil il provvedimento è stato deciso dal giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ed è secretato.

Dietro la notizia · l’analisi

il PL cede sul punto che conta e si tiene una riserva politica. Riconosce il risultato, ma lascia aperta la polemica sui sussidi pre-elettorali. È la linea di chi vuole restare la forza principale dell’opposizione senza farsi trascinare in una contestazione delle urne che le istituzioni non accetterebbero.

Per Flávio Bolsonaro la nota del suo stesso partito chiude la strada alla richiesta di annullare il voto. La vicenda dei passaporti sposta lo scontro dal terreno elettorale a quello giudiziario, dove la famiglia Bolsonaro è già esposta, con l’ex presidente ai domiciliari.

Aggiornata ora — 18:31: Reuters riferisce che i passaporti di Flávio Bolsonaro sono stati annullati dopo che il senatore non li ha consegnati entro il termine fissato dalla Corte Suprema. La polizia federale sta inoltre verificando se abbia lasciato il Brasile; il suo staff nega che sia fuggito all’estero.

Mondo · Stati Uniti · Ore 08:45 · Redazione DLN

Usa, terza accusa penale contro James Comey: per i pm diffuse informazioni sulla difesa nazionale

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27 ottobre 2026. Sono stati resi pubblici lunedì i due capi d’accusa del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro l’ex direttore dell’FBI James Comey per la diffusione illecita di informazioni sulla difesa nazionale, riferiscono BBC, Al Jazeera e ABC News. I pubblici ministeri hanno depositato l’atto, una «criminal information», al tribunale federale del Distretto di Columbia, senza passare da un grand jury. Secondo i legali di Comey il caso riguarda la presunta divulgazione di informazioni classificate al New York Times nell’ottobre 2016, quando guidava l’FBI. ABC News scrive che l’ipotesi è di cospirazione. È la terza accusa penale contro di lui in poco più di un anno, ricorda Il Post.

Da sapere

il documento è di tre pagine e contiene pochi dettagli, secondo la BBC; le fonti non indicano né la pena prevista né il termine di prescrizione. In un video su Substack Comey si è detto «ancora innocente» e ha commentato: «sono tornati, di nuovo». Il suo avvocato Patrick Fitzgerald sostiene che due diversi gruppi di procuratori avevano già indagato sulla vicenda e che entrambe le volte il governo aveva deciso di non procedere; secondo l’AP, citata da Il Post, la difesa chiede l’archiviazione per prescrizione. Il caso è assegnato al giudice Trevor McFadden, nominato da Trump, scrive Al Jazeera. L’accusa del settembre 2025, per aver mentito al Congresso, è stata archiviata; quella dell’aprile 2026, per una foto di conchiglie che formavano «86 47» letta dai pm come una minaccia a Trump, è ancora in corso, secondo la BBC.

Dietro la notizia · l’analisi

la scelta della «criminal information» al posto del grand jury non è un dettaglio tecnico: evita che un gruppo di cittadini valuti le prove prima del processo. Per un’amministrazione che ha già visto cadere il primo caso contro Comey, è un modo di ridurre il rischio di un nuovo rifiuto. Ma consegna alla difesa un argomento pronto: l’accusa arriva su fatti che due squadre di procuratori avevano già esaminato senza procedere.

Il vero banco di prova è la prescrizione. Se il giudice accogliesse la tesi della difesa, il caso si chiuderebbe senza entrare nel merito e senza chiarire cosa sia stato davvero divulgato. Per la Casa Bianca il fascicolo pesa anche senza una condanna: con due procedimenti aperti, Comey resta sotto accusa e sulla difensiva.

Politica · Manovra · Ore 09:45 · Redazione DLN

Manovra, terzo vertice di maggioranza in una settimana: obiettivo Consiglio dei ministri mercoledì

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27 ottobre 2026. I leader della maggioranza si sono riuniti lunedì sera in collegamento e hanno fissato l’obiettivo di approvare la legge di bilancio nel Consiglio dei ministri di mercoledì, dopo una giornata di voci su un possibile slittamento, riferisce l’ANSA. Secondo l’AGI è il terzo vertice negli ultimi sette giorni: Giorgia Meloni ha sentito i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Al centro, secondo l’ANSA, famiglie e ceto medio, giovani e anziani, fisco, imprese e sanità.

Da sapere

il nodo aperto è il contributo del settore finanziario, che l’ANSA quantifica in 5 miliardi. «Ci sarà un contributo di banche, assicurazioni e anche di altre realtà», ha detto Tajani, aggiungendo che le banche di credito cooperativo resteranno fuori e che «rinvieremo l’introduzione di plastic tax e sugar tax almeno per altri sei mesi», riferisce l’AGI. Sulla clausola nazionale di salvaguardia un portavoce della Commissione europea ha detto: «abbiamo già valutato la richiesta dell’Italia di attivare la Nec, che è attualmente all’esame del Consiglio». Le richieste dei partiti, dalla pensione a 64 anni della Lega all’estensione del taglio Irpef fino a 55.000 euro di Forza Italia, non sono ancora decise.

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tre vertici in una settimana dicono che l’accordo politico non è chiuso, a un giorno dal Consiglio dei ministri. Ogni partito porta al tavolo una bandiera per il proprio elettorato, mentre Giorgetti deve tenere i conti dentro i margini concessi da Bruxelles.

Il contributo di banche e assicurazioni è il vero banco di prova. Tenere fuori il credito cooperativo protegge le banche del territorio e sposta il peso sui grandi gruppi, che spingeranno per ridurre il conto. Il nuovo rinvio di plastic tax e sugar tax costa poco subito ed evita lo scontro con le imprese, ma lascia aperta una partita che il governo continua a spostare in avanti.

Aggiornata ora — 18:31: Giancarlo Giorgetti ha detto che il Consiglio dei ministri sulla manovra è previsto domani mattina e che «quasi tutte le componenti» sono ormai a punto. Il ministro ha parlato di progressi con la Commissione europea e punta a chiudere entro stasera il perimetro delle misure considerate ammissibili.

Cronaca · Violenza nel calcio · Ore 09:45 · Redazione DLN

Tifoso del Portici colpito con una mazza dopo la partita a Pozzuoli: otto arresti, confessa un 19enne

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27 ottobre 2026. Polizia di Stato e carabinieri hanno arrestato nella notte otto persone, cinque maggiorenni e tre minorenni, per la rissa scoppiata domenica dopo la partita tra Puteolana e Portici a Pozzuoli, riferiscono ANSA e Adnkronos. Un tifoso del Portici di 34 anni è stato colpito alla testa: è ricoverato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli; il bollettino medico di oggi lo descrive in sedazione profonda, in condizioni gravissime ma stabili. Un 19enne, accusato di averlo colpito con una mazza di legno, ha confessato.

Da sapere

tutti gli arrestati sono accusati di rissa aggravata; al 19enne viene contestato anche il reato di lesioni gravissime. Gli arresti sono avvenuti in flagranza differita. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Napoli e dalla Procura per i minorenni, scrive l’Adnkronos. Nessuno degli arrestati è stato giudicato: le accuse dovranno essere vagliate da un giudice.

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la violenza del tifo non riguarda solo i grandi stadi. Una partita tra due squadre dell’area napoletana è bastata per ridurre un uomo in condizioni gravissime e portare all’arresto tre minorenni. È il segno di una cultura ultrà che si trasmette ai più giovani anche lontano dalla Serie A.

La rapidità degli arresti mostra che gli investigatori hanno raccolto in fretta elementi solidi. Ma la risposta giudiziaria arriva sempre dopo il fatto. La domanda che resta riguarda la prevenzione: chi doveva garantire la sicurezza di una partita tra tifoserie della stessa provincia, e con quali mezzi.

Aggiornata ora — 18:31: il bollettino dell’ospedale Santa Maria delle Grazie descrive le condizioni di Mario Spedaliere come gravissime ma stabili. Dopo l’intervento neurochirurgico il 34enne è in sedazione profonda e viene monitorato con Tac periodiche. È quindi più corretto parlare di sedazione profonda, non semplicemente di «coma».

Esteri · Romania · Ore 10:45 · Redazione DLN

Romania, i servizi segreti: dietro l’incendio vicino alla fabbrica d’armi di Brașov una rete di sabotaggio guidata dalla Russia

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27 ottobre 2026. Il Servizio romeno di informazioni (SRI) ha attribuito a una rete di sabotaggio coordinata dalla Russia l’incendio scoppiato a settembre in un sito industriale vicino a una fabbrica statale di armamenti a Brașov, nella Romania centrale, riferiscono Reuters e Al Jazeera. Secondo la nota dei servizi, diffusa lunedì, i coordinatori della rete avevano indicato come obiettivi «impianti statali e privati di produzione di armi» e altri siti di interesse militare e industriale. I sospettati sono tre: due bielorussi e un ucraino.

Da sapere

i due bielorussi sono stati fermati in Germania. Sul terzo le fonti divergono: per Reuters l’ucraino è stato fermato in Polonia, per Al Jazeera, che cita anche l’AFP, è ancora ricercato in Polonia. Secondo Reuters la procura romena contro il crimine organizzato chiede l’estradizione dei tre; i nomi non sono stati resi noti. Al Jazeera colloca l’incendio al 14 settembre. Il presidente Nicușor Dan ha detto che la Romania è bersaglio di una guerra ibrida condotta da Mosca contro i Paesi che sostengono Kiev, riferisce Reuters. La Russia non ha commentato; in passato ha sempre respinto accuse simili.

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l’accusa colpisce un punto sensibile: le fabbriche di armi, cioè la catena che rifornisce Kiev. Sospettati di nazionalità diverse, fermati o ricercati in due Paesi europei, descrivono una rete che recluta fuori dalla Russia e lavora attraverso le frontiere, rendendo più difficile risalire ai mandanti.

Per Bucarest rendere pubblica l’attribuzione è anche un messaggio agli alleati: Dan inserisce l’incendio in un quadro di guerra ibrida, non in un caso isolato. La prova vera arriverà con le estradizioni e gli atti giudiziari. Fino ad allora il legame con Mosca resta un’accusa dei servizi romeni, del tipo che il Cremlino ha sempre negato.

Mondo · Spagna · Ore 10:45 · Redazione DLN

Spagna, Popolari e Vox si spartiscono le liste per il Senato in vista del voto del 29 novembre

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27 ottobre 2026. Il Partido Popular e Vox hanno raggiunto un accordo sulle liste per il Senato in vista delle elezioni anticipate del 29 novembre, poche ore prima della scadenza per presentare le candidature, riferisce Il Post. Vox non presenterà propri candidati in 14 province, tra cui Cadice e Valencia, dove nelle liste del PP entrerà al secondo o terzo posto un indipendente indicato da Vox. Il PP non correrà a Guipúzcoa, Tarragona e Girona; in altre 14 circoscrizioni, tra cui Siviglia, Saragozza e Alicante, Vox presenterà un solo candidato.

Da sapere

in ogni circoscrizione si eleggono quattro senatori e gli elettori possono esprimere fino a tre preferenze, un sistema che di solito assegna tre seggi al primo partito e uno al secondo. Il segretario generale del PP Miguel Tellado ha detto che l’intesa serve a «fermare l’avanzata dell’estrema sinistra al Senato» e che ogni partito manterrà la propria identità. Il premier socialista uscente Pedro Sánchez ha accusato i due partiti di condividere lo stesso progetto di «regressione». La notizia viene per ora da una sola fonte: il dettaglio provincia per provincia andrà confermato con le liste ufficiali.

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l’intesa sembra tecnica, ma non lo è. Con un sistema che premia il primo partito, dividere i voti a destra significa regalare seggi alla sinistra; unire le forze dove nessuno dei due da solo arriva al seggio trasforma due concorrenti in un cartello.

Per il PP il prezzo è politico: legarsi a Vox nero su bianco consegna a Sánchez l’argomento che cercava, quello di un unico blocco di destra. Per Vox è un salto di status: da forza da tenere a distanza a socio che porta propri nomi nelle liste popolari.

Esteri · Medio Oriente · Ore 12:50 · Redazione DLN

Giordania, raid aerei nel sud della Siria dopo la strage nella chiesa di Karak: Damasco chiude il confine

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27 ottobre 2026. L’aviazione giordana ha colpito lunedì sera nel sud della Siria obiettivi che ritiene legati a gruppi terroristici, in risposta all’attacco armato di venerdì contro una chiesa greco-ortodossa di Karak, durante un funerale, in cui sono state uccise nove persone, riferiscono l’AP e Il Post. Secondo la protezione civile siriana citata dall’AP, sono stati recuperati sette corpi nelle province di Daraa e Suwayda: tra loro cinque membri di una stessa famiglia, tra cui tre bambini e una donna, colpiti in una tenda nelle campagne di Daraa. La Siria ha chiuso il principale valico di frontiera con la Giordania.

Da sapere

le versioni divergono. L’aviazione giordana dice che i raid hanno causato «l’uccisione e il ferimento di molti membri» dei gruppi terroristici, senza indicare quali né dove. Secondo Il Post Amman sostiene di aver coordinato l’operazione con il governo siriano; per Damasco, citata dall’AP, l’azione è avvenuta «senza coordinamento né notifica preventiva» ed è stata aperta un’indagine. Sul bilancio Il Post scrive di cinque morti, l’AP di sette corpi recuperati: il dato non è definitivo. Secondo Il Post la chiusura del confine vale da martedì e sospende il passaggio di merci e persone in entrambe le direzioni, senza una data di riapertura. Per la strage di Karak la polizia giordana ha arrestato tre uomini, tutti giordani, dopo uno scontro a fuoco all’alba; li ha definiti «takfiri», ma non legati a gruppi organizzati, riferisce l’AP. Nessuno ha rivendicato l’attacco alla chiesa. «Avevamo promesso che i terroristi non sarebbero sfuggiti alla punizione», ha detto re Abdallah II.

Aggiornamento ore 12:50: la Giordania ha riconosciuto che nei raid sono morti civili ed ha espresso rammarico. Amman sostiene che l’operazione abbia ucciso circa 20 militanti dello Stato Islamico e che gli obiettivi fossero minacce confermate; la protezione civile siriana mantiene invece un bilancio di sette civili uccisi, tra cui tre bambini e una donna. Damasco continua a contestare l’assenza di coordinamento preventivo.

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per re Abdallah la risposta militare è soprattutto un messaggio interno: dopo una strage di cristiani durante un funerale, il regno deve mostrare che la sicurezza tiene. Ma colpire oltre confine mentre la stessa polizia giordana descrive i sospettati come estremisti non legati a gruppi organizzati sposta il problema sulla Siria senza spiegare il legame.

Il conto lo paga il rapporto tra Amman e Damasco. La chiusura del valico pesa su merci e persone, e la contraddizione sul coordinamento dice che il canale di sicurezza tra i due governi non funziona come la Giordania lascia intendere. Se tra le vittime ci sono davvero bambini, Amman rischia di perdere il vantaggio morale con cui era partita.

Economia · Auto · Ore 12:45 · Redazione DLN

Subaru, in Europa addio ai motori a combustione: dal 2028 solo auto elettriche

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27 ottobre 2026. Subaru smetterà di vendere in Europa auto con motore a combustione entro la fine del 2027 e dal 2028 offrirà nella regione solo modelli elettrici, riferisce l’ANSA citando il quotidiano giapponese Nikkei, che a sua volta cita fonti del marchio in Germania. La station wagon Outback esce dai listini europei alla fine del 2026; nel 2027 toccherà a Impreza, Crosstrek e Forester, tutte mild hybrid con motore boxer da 2 litri. Dal 2028 la gamma europea sarà composta da tre elettriche sviluppate con Toyota: Solterra, E-Outback e Uncharted.

Da sapere

secondo l’ANSA la scelta serve ad adeguarsi alle norme Ue sulle emissioni di CO2 e sui sistemi di assistenza alla guida. La decisione non riguarda gli Stati Uniti, dove Subaru continuerà a vendere Crosstrek e Forester full hybrid e prevede il Suv elettrico Getaway nel 2027. Il marchio non esclude ibride future in Europa, ma non ha annunciato piani. La notizia viene da una sola fonte giornalistica: non risulta ancora un comunicato ufficiale di Subaru Europe.

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il motore boxer è il tratto distintivo di Subaru. Rinunciarvi in Europa mostra quanto le regole Ue sulle emissioni pesino sui costruttori più piccoli, che non hanno i volumi per assorbire i costi di adeguamento su tutta la gamma.

Il rovescio è la dipendenza dal partner: tutte e tre le elettriche europee nascono dalla collaborazione con Toyota. Negli Stati Uniti Subaru resta fedele ai propri motori, in Europa diventa un marchio elettrico costruito con altri. La partita si giocherà su quanto quelle tre auto sapranno distinguersi dai modelli del partner.

Spettacolo · Musica · Ore 12:45 · Redazione DLN

Jay-Z sarà il protagonista dello spettacolo dell’intervallo del Super Bowl 2027

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27 ottobre 2026. Jay-Z si esibirà nello spettacolo dell’intervallo del Super Bowl LXI, in programma domenica 14 febbraio 2027 al SoFi Stadium di Inglewood, in California, riferiscono ANSA e Il Post. L’annuncio è arrivato dallo stesso rapper. Dal 2019 la sua società Roc Nation affianca la NFL nella produzione degli spettacoli, intervallo compreso. «Quando abbiamo raggiunto l’accordo con Roc Nation per la produzione dello spettacolo, ho avanzato una sola richiesta», ha detto il commissioner della NFL Roger Goodell, citato dall’ANSA.

Da sapere

non è chiaro se sul palco saliranno altri artisti. Secondo la CNN, citata dall’ANSA, non è esclusa la partecipazione della moglie Beyoncé. Jay-Z ha 56 anni, scrive Il Post. L’ultimo spettacolo dell’intervallo, lo scorso febbraio, era stato affidato a Bad Bunny.

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per anni la società di Jay-Z ha prodotto quel palco, ora lui ci sale. La NFL ottiene un nome che parla a più generazioni e consolida il legame con Roc Nation. Il conflitto d’interessi è evidente ma dichiarato: chi produce lo spettacolo ne diventa la star.

La frase di Goodell lascia intendere che l’esibizione fosse nei piani fin dall’accordo con Roc Nation. Resta aperta la questione degli ospiti: il silenzio dell’annuncio su altri artisti tiene alta l’attesa, e una presenza di Beyoncé trasformerebbe l’intervallo in un evento di famiglia.

Tecnologia · Cybersicurezza · Ore 14:00 · Redazione DLN

Attacco hacker alla Camera: prese di mira le caselle di posta dei deputati, anche quella di Meloni

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27 ottobre 2026. I sistemi informatici della Camera dei deputati sono stati colpiti da un attacco hacker definito «massivo», che ha preso di mira le caselle di posta di numerosi parlamentari, tra cui quella da deputata di Giorgia Meloni, riferiscono ANSA e Sky TG24 citando fonti di Montecitorio. Palazzo Chigi precisa che non è la casella usata per le comunicazioni del governo. Per la Camera la questione «non ha carattere di emergenza»: l’attacco è stato tenuto sotto controllo dai tecnici, in collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Da sapere

non sono stati resi noti il numero delle caselle coinvolte, la tecnica usata né eventuali rivendicazioni. Secondo il Corriere della Sera, citato da Euronews, gli indirizzi violati sono tre: oltre a quello di Meloni, quelli di Andrea Delmastro (Fratelli d’Italia) e di Paolo Formentini (Lega); la Camera non ha confermato il dato. Le misure di protezione possono comportare la disattivazione temporanea di alcune funzioni dei sistemi. Secondo le fonti di Montecitorio, da alcuni giorni si sono intensificati tentativi simili contro altre istituzioni nazionali, europee e internazionali.

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il nome di Meloni fa titolo, ma il punto è il perimetro. La posta dei parlamentari custodisce contatti, bozze e rapporti con elettori e portatori di interessi: materiale prezioso per chi vuole costruire pressioni o truffe mirate. La formula «non ha carattere di emergenza» rassicura sul funzionamento dei sistemi, non su cosa sia eventualmente uscito.

Il silenzio su tecnica, numero di account e autori lascia aperta la domanda principale: chi c’è dietro. Il richiamo ad attacchi in crescita contro istituzioni europee e internazionali descrive una campagna, non un incidente isolato. Senza un’attribuzione ufficiale ogni ipotesi resta tale, ma la Camera dovrà dire ai deputati se qualche dato è stato sottratto.

Ambiente · Clima · Ore 14:00 · Redazione DLN

Gas serra, nuovo record nel 2025: per l’Omm la CO2 sale a 426,8 parti per milione

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27 ottobre 2026. Nel 2025 la concentrazione media globale di anidride carbonica ha raggiunto il record di 426,8 parti per milione, il 153% del livello preindustriale del 1750, secondo il Bollettino sui gas serra dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), riferiscono UN News e TGCom24. Nuovi massimi anche per metano e protossido di azoto. «I gas serra stanno intrappolando una quantità di calore senza precedenti nell’atmosfera», ha detto a Ginevra la vicesegretaria generale dell’Omm Ko Barrett.

Da sapere

tra il 2024 e il 2025 la CO2 è aumentata di 2,8 ppm, meno dei 3,5 ppm del periodo 2023-2024, che coincise con un forte El Niño, riferisce UN News. Il ritmo di crescita resta triplicato rispetto agli anni Sessanta: da una media di 0,8 ppm l’anno a 2,4 ppm l’anno nel decennio 2011-2020. Nel primo bollettino dell’Omm, nel 2004, la CO2 era a 377,5 ppm, ricorda TGCom24.

Dietro la notizia · l’analisi

il rallentamento dell’ultimo anno va letto con cautela. Il confronto con il 2023-2024 è condizionato dal forte El Niño di quel periodo: un aumento minore non significa, di per sé, che le emissioni stiano calando. Per il clima conta lo stock accumulato nell’aria, e quello continua a crescere.

Il bollettino misura ciò che è già nell’atmosfera, non gli impegni dei governi. Per chi rivendica progressi sulla transizione è un dato scomodo: finché la concentrazione sale, anche più lentamente, il calore trattenuto aumenta. Il divario tra annunci e misure resta il vero indicatore da seguire.

Economia · Francia · Ore 15:10 · Redazione DLN

Francia, la fiducia delle famiglie crolla a 80 punti: è il livello più basso dal giugno 2013

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27 ottobre 2026. A ottobre l’indicatore della fiducia delle famiglie francesi è sceso di 5 punti, da 85 a 80, il valore più basso dal giugno 2013, secondo l’istituto di statistica Insee. La media di lungo periodo è 100. Peggiorano soprattutto le attese sulla propria situazione finanziaria futura, giù di 9 punti, e sul tenore di vita futuro in Francia, giù di 6. Secondo l’ANSA il dato è inferiore alle previsioni degli analisti.

Da sapere

l’Insee registra anche un aumento dei timori di disoccupazione. L’ANSA collega il calo a una serie di shock, tra cui le vendite sui titoli di Stato francesi e le proteste sfociate in disordini e saccheggi. La prossima rilevazione è attesa il 25 novembre.

Dietro la notizia · l’analisi

il dato pesa perché tocca la voce che regge i consumi. Le famiglie si dicono preoccupate prima di tutto per il proprio portafoglio, non solo per l’economia in generale. Quando succede, di solito si risparmia di più e si spende di meno.

Per Parigi è un segnale difficile: le tensioni sul debito e le proteste di piazza non restano nei palazzi, arrivano nei bilanci familiari. Per l’Eurozona una frenata dei consumi francesi si sentirebbe anche nelle esportazioni dei Paesi vicini, Italia compresa. Il punto da osservare è se il pessimismo resterà nei sondaggi o diventerà meno acquisti.

Mondo · Stati Uniti · Ore 15:10 · Redazione DLN

Usa, la corte d’appello respinge la richiesta di Trump di accantonare le schede postali in California

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27 ottobre 2026. La Corte d’appello federale del Nono Circuito ha respinto, con due voti contro uno, la richiesta del dipartimento di Giustizia di bloccare in California il conteggio delle schede postali inviate a persone ritenute «probabilmente» non cittadine, riferiscono CBS News e Al Jazeera, che cita Reuters. La lista indicata dal governo conta circa 20.000 nominativi. Per la maggioranza dei giudici l’amministrazione non ha dato al tribunale di primo grado il tempo adeguato per esaminare la richiesta urgente. La decisione è arrivata lunedì, ora americana.

Da sapere

la maggioranza era formata da Gabriel Sanchez, nominato da Biden, e Mark Bennett, nominato da Trump; ha dissentito Patrick Bumatay, anche lui nominato da Trump, secondo CBS News. Sanchez ha scritto che il governo chiedeva alla corte di imporre a uno Stato una materia che rientra nel suo tradizionale ambito di competenza, riporta Al Jazeera. Nella sola contea di Los Angeles la lista contiene 7.035 nominativi. Il dipartimento di Giustizia può chiedere il riesame da parte dell’intera corte. Le elezioni di metà mandato si tengono il 3 novembre.

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la corte non entra nel merito di chi abbia diritto di voto: dice che Washington ha corso troppo, saltando il giudice di primo grado. Che a respingere la richiesta sia anche un giudice nominato da Trump toglie all’amministrazione l’argomento della toga ostile.

Il nodo politico resta aperto. Contestare le schede prima che vengano contate significa preparare il terreno per contestare il risultato dopo. A una settimana dal voto, ogni sconfitta in tribunale indebolisce la tesi delle frodi davanti ai giudici, ma non necessariamente davanti agli elettori.

Mondo · Ucraina · Ore 15:50 · Redazione DLN

Finlandia e Norvegia telefonano a Putin: «La guerra deve finire, i negoziati devono riprendere»

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27 ottobre 2026. Il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Støre hanno avuto martedì, su loro iniziativa, una telefonata con Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina e sugli sforzi diplomatici per chiuderla, secondo la nota della presidenza finlandese. I leader dei due Paesi, entrambi confinanti con la Russia, hanno detto a Putin che la guerra deve finire, che i negoziati devono riprendere e che Finlandia e Norvegia continueranno a sostenere Kiev. Stubb ha definito il colloquio «franco e sostanziale»: «Per porre fine alla guerra servono discussioni dirette». Støre ha sottolineato «l’importanza della de-escalation».

Da sapere

la nota precisa che i due leader hanno parlato a nome dei propri Paesi e non dell’Europa nel suo insieme; la telefonata è stata fatta in consultazione con l’Ucraina ed è legata ai prossimi incontri di Abu Dhabi. Secondo il Cremlino, citato da Euronews, Putin ha risposto che una pace giusta e duratura è possibile solo con la «piena e incondizionata considerazione degli interessi legittimi» della Russia. Dopo la telefonata Stubb e Støre hanno sentito Volodymyr Zelensky, che li ha ringraziati e ha detto che «la Russia deve smettere di trascinare la guerra», riferisce Euronews, ricordando che i due Paesi sono tra i maggiori donatori di aiuti militari a Kiev. La premier danese Mette Frederiksen ha criticato l’iniziativa: «Non so davvero cosa pensino di ottenere», ha detto, chiedendo agli europei di restare uniti. Secondo Euronews Commissione e Consiglio europeo, informati in anticipo della telefonata, lavorano a una squadra comune per rappresentare l’Ue nei negoziati; il nuovo round di Abu Dhabi è atteso all’inizio del mese prossimo, con una delegazione russa.

Dietro la notizia · l’analisi

a chiamare Putin sono due Paesi di confine e tra i maggiori donatori di Kiev: per questo la telefonata pesa più di un contatto qualsiasi. Il messaggio è doppio. A Mosca dicono che il sostegno all’Ucraina non cambia; agli alleati mostrano che i Paesi più esposti vogliono un ruolo nel negoziato invece di restare spettatori.

La risposta del Cremlino riporta però tutto al punto di partenza: la formula degli «interessi legittimi» è quella con cui Mosca ha sempre giustificato le sue richieste più dure. E la critica di Frederiksen mostra la crepa: l’Europa vuole un posto al tavolo con la Russia, ma sta ancora costruendo la squadra che dovrebbe parlare per lei. Ogni iniziativa in ordine sparso rischia di indebolire quella posizione comune prima ancora che nasca.

Mondo · Turchia · Ore 16:50 · Redazione DLN

Turchia, tornado su un cantiere ad Antalya: morti quattro operai, tre erano siriani

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27 ottobre 2026. Un tornado ha colpito nelle prime ore di martedì un cantiere edile nel distretto di Kepez, ad Antalya, e ha distrutto il container in cui dormivano gli operai: quattro sono morti, un quinto è rimasto ferito. Lo riferisce l’Associated Press, citando il governatore della provincia Hulusi Sahin; tre delle vittime erano cittadini siriani. Secondo la DPA, che riprende le dichiarazioni del governatore all’agenzia di Stato turca Anadolu, quattro persone sono state arrestate, tra cui il titolare dell’impresa che gestiva il cantiere.

Da sapere

le condizioni del ferito non sono note. Le fonti differiscono su un dettaglio: per l’AP è stato distrutto un container, per la DPA due container usati come alloggio. Non sono stati segnalati danni in altre zone di Antalya. Il servizio meteorologico turco aveva diramato un’allerta per maltempo nel sud-ovest e in parte dell’ovest del Paese. Antalya ospiterà il mese prossimo la conferenza Onu sul clima, la Cop31.

Dietro la notizia · l’analisi

gli arresti spostano la storia dal meteo alle responsabilità. Gli operai non sono morti in strada, ma dentro gli alloggi del cantiere: la domanda è che cosa reggessero quei container e chi aveva deciso di farci dormire la manodopera, in gran parte straniera.

Il fatto che tre vittime su quattro fossero siriane racconta chi fa i lavori più esposti nei cantieri turchi. E la città che a breve accoglierà i negoziati mondiali sul clima si trova a contare i morti di un evento estremo: un contrasto che a Cop31 difficilmente passerà inosservato.

Economia · Energia · Ore 16:50 · Redazione DLN

Putin al vertice dei Paesi esportatori di gas: «L’Europa danneggia se stessa con le sanzioni»

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27 ottobre 2026. Vladimir Putin ha aperto a Mosca la sessione plenaria del vertice del Forum dei Paesi esportatori di gas, la cosiddetta «Opec del gas», e ha attaccato le sanzioni europee: secondo l’agenzia EFE ha detto che provocano «prezzi proibitivi» per i consumatori. «Occupiamo il primo posto al mondo per riserve di gas naturale e il secondo per produzione», ha rivendicato. Ai margini del vertice, l’ottavo del Forum, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha incontrato l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, riferisce Al Jazeera citando la tv di Stato iraniana.

Da sapere

secondo l’EFE Putin ha detto che il consumo mondiale di gas è cresciuto l’anno scorso dell’1,2%, a 4.200 miliardi di metri cubi, e potrà arrivare a 5.500 miliardi l’anno; i Paesi del Forum hanno circa il 70% delle riserve e quasi il 40% delle esportazioni mondiali. Ha anche definito «attacchi terroristici» il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Le citazioni del discorso vengono finora da una sola agenzia. Sull’incontro tra Pezeshkian e l’emiro esiste solo il resoconto iraniano: relazioni bilaterali e cooperazione energetica, nessun cenno alla guerra. Lo stesso giorno il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha chiesto all’Iran di smettere di minacciare i Paesi del Golfo.

Dietro la notizia · l’analisi

Putin usa il palco dei produttori per parlare ai consumatori europei. Il messaggio è che la rinuncia al gas russo la pagano le famiglie e l’industria del continente, non Mosca. È un argomento che punta sulle opinioni pubbliche, non sui governi che le sanzioni le hanno decise.

Il vertice serve anche a mostrare che la Russia non è isolata: a Mosca ci sono il Qatar e l’Iran, e i due leader si parlano ai margini del summit. Ma il richiamo qatarino all’Iran sulle minacce ai vicini dice che la stessa stanza tiene insieme interessi energetici comuni e diffidenze politiche profonde.

Economia · Industria · Ore 17:45 · Redazione DLN

Boeing crolla a Wall Street: il 737 Max non accelera prima della seconda metà del 2027

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27 ottobre 2026. Boeing ha perso il 9,89% a Wall Street, scendendo a 169,69 dollari, dopo una trimestrale sotto le attese e previsioni prudenti, riferisce l’ANSA. Nel terzo trimestre il gruppo ha ridotto la perdita netta a 116 milioni di dollari, contro i 5,34 miliardi di un anno prima, con ricavi in crescita del 4% a 24,19 miliardi, secondo CNBC. La perdita rettificata per azione, 34 centesimi, è stata però più ampia dei 21 centesimi attesi dagli analisti.

Da sapere

l’amministratore delegato Kelly Ortberg punta a produrre 52 aerei 737 Max al mese nella seconda metà del 2027, contro i circa 47 attuali; secondo CNBC pesa il ritmo più lento del previsto nella produzione delle ali. Gran parte del prezzo di un aereo viene incassata alla consegna. La divisione difesa è cresciuta del 15%, a 7,94 miliardi di ricavi. Il calo in Borsa è un dato di seduta e può cambiare fino alla chiusura.

Dietro la notizia · l’analisi

il mercato non punisce i conti, che migliorano, ma il calendario. Per Boeing il ritmo del 737 Max è cassa: ogni mese a 47 aerei invece che a 52 sposta in avanti incassi che gli investitori contavano di vedere prima. Ortberg sceglie la prudenza, e nell’immediato il conto lo pagano gli azionisti.

Il rinvio pesa anche sulle compagnie aeree clienti e sulla filiera dei fornitori. La crescita della difesa compensa in parte, ma è il ramo commerciale a dire se il risanamento è compiuto o soltanto avviato.

Lavoro · Trasporti · Ore 17:45 · Redazione DLN

Taxi, proclamato lo sciopero nazionale del 15 dicembre con manifestazione a Roma

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27 ottobre 2026. I tassisti si fermeranno per l’intera giornata del 15 dicembre, con una manifestazione a Roma. Lo hanno deciso oggi a Firenze venti sigle sindacali e associazioni di categoria, tra cui Uritaxi, Unica Filt Cgil Taxi, Uiltrasporti, Ugl Taxi e Usb Taxi, riferisce l’ANSA. Prima dello sciopero sono previste tre manifestazioni: Milano l’11 novembre, Napoli il 17 e Firenze il 25.

Da sapere

le sigle denunciano la «totale inerzia del governo». Contestano la concorrenza delle piattaforme multinazionali e degli Ncc, le tariffe «ad asta», i ritardi sul decreto attuativo del foglio di servizio elettronico e il funzionamento incompleto del registro Rent, e chiedono sostegni urgenti contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di esercizio. Le fonti non riportano finora una risposta del governo.

Dietro la notizia · l’analisi

la data c’è, ma è lontana. Le sigle si danno tempo e tre piazze per costruire pressione, e lasciano al governo lo spazio per intervenire prima del blocco. Il fronte è largo: venti sigle, dai confederali ai sindacati di base.

La piattaforma va oltre il carburante e tocca il rapporto con piattaforme e Ncc. È il terreno più delicato per il governo, perché ogni concessione ai taxi scontenta i nuovi operatori, e ogni apertura ai nuovi operatori riaccende la protesta delle auto bianche.

Mondo · Stati Uniti · Ore 18:45 · Redazione DLN

Trump sulle midterm: «Accetterò il risultato, se saranno elezioni oneste»

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27 ottobre 2026. Donald Trump accetterà l’esito delle elezioni di metà mandato solo a una condizione. «Lo farò, se saranno elezioni oneste», ha risposto ai giornalisti prima di partire per un giro elettorale in Texas, riferiscono l’AFP e l’ANSA. Se i democratici conquistassero la maggioranza al Congresso, ha aggiunto, troverà un modo per collaborare con loro: «Spero che non accada, ma se accade è già successo a molti presidenti. Hai un forte potere di veto, e finisci per lavorare sugli accordi».

Da sapere

secondo l’AFP, Trump rilancia da settimane accuse di brogli di massa senza prove, mentre i sondaggi indicano che i repubblicani potrebbero perdere il Congresso. Lunedì ha offerto una ricompensa di un milione di dollari per informazioni che portino a condanne per frode elettorale. Il presidente non ha spiegato quali criteri userà per giudicare «oneste» le elezioni.

Dietro la notizia · l’analisi

la frase lascia aperta una porta. Chi decide se un voto è onesto? Se la risposta resta nelle mani di chi rischia di perdere, la condizione diventa una riserva da usare dopo lo spoglio.

La seconda parte della risposta conta quanto la prima. Trump mette già in conto un Congresso ostile e indica il veto come strumento di trattativa. È il segnale che la Casa Bianca prepara due scenari: contestare il risultato oppure governare a colpi di veto con un Parlamento in mano agli avversari.

Sport · Serie A · Ore 22:45 · Redazione DLN

Serie A, la Lazio travolge il Sassuolo 6-2: doppietta di Noslin

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27 ottobre 2026. Nel turno infrasettimanale della nona giornata di Serie A la Lazio vince 6-2 sul campo del Sassuolo. Per i biancocelesti segnano Taylor, Isaksen, Floriani Mussolini, Zaccagni e Noslin, autore di una doppietta nella ripresa; per il Sassuolo vanno a segno Thorstvedt ed Esposito, riferiscono l’ANSA e Sky TG24. Secondo l’ANSA il Sassuolo gioca in dieci dal 31′ per l’espulsione di Thorstvedt, mentre il portiere Turati para due rigori, a Zaccagni e a Frattesi.

Da sapere

secondo Sky TG24 la Lazio sale da sola in testa alla classifica. In serata si giocano anche Roma-Cagliari e Torino-Como, i cui risultati possono cambiare la graduatoria. Il Sassuolo, ricorda l’ANSA, aveva raccolto un solo punto nelle quattro partite precedenti.

Dietro la notizia · l’analisi

il punteggio pesa più della superiorità numerica. Una squadra che segna sei gol con cinque marcatori diversi, e lo fa nonostante due rigori sbagliati, ha soluzioni offensive che non dipendono da un solo attaccante. È la risorsa che serve nei turni ravvicinati, quando le rotazioni decidono la stagione.

Per il Sassuolo il problema va oltre la serata. Il rosso a uno dei suoi due marcatori ha tolto alla squadra la possibilità di restare in partita, ma la serie negativa era già cominciata prima. Ora la classifica obbliga a reagire subito, prima che la crisi di risultati diventi una crisi di fiducia.

Politica · Regioni · Ore 22:45 · Redazione DLN

Valle d’Aosta, la Corte d’Appello conferma la decadenza del presidente della Regione Testolin

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27 ottobre 2026. La Corte d’Appello di Torino ha confermato la sentenza del Tribunale di Aosta e ha dichiarato decaduto Renzo Testolin dalla carica di presidente della Regione Valle d’Aosta, riferisce l’ANSA. Per i giudici Testolin è «ineleggibile alla carica di presidente per limite dei mandati» previsto dalla legge regionale, avendo ricoperto incarichi nella Giunta per tre legislature consecutive. La causa era stata promossa da Avs.

Da sapere

la difesa sosteneva che la questione fosse stata sollevata oltre i termini e contestava la giurisdizione; la Corte ha giudicato quei motivi infondati, secondo l’ANSA. Testolin, esponente dell’Union valdotaine, resta consigliere regionale. Il Consiglio regionale si riunisce già domani per avviare la scelta del nuovo presidente, da nominare entro 60 giorni, altrimenti si torna al voto. Nelle fonti consultate non compaiono reazioni di Testolin né riferimenti a un ricorso in Cassazione.

Dietro la notizia · l’analisi

la sentenza chiude la partita giudiziaria e apre quella politica. Testolin era il punto di equilibrio di una maggioranza composita: senza di lui l’Union valdotaine deve trovare un nome che non spacchi la coalizione, e il termine dei 60 giorni gioca contro chi vorrebbe prendere tempo.

Il caso parla anche al resto del Paese. Il limite dei mandati, a lungo discusso per i governatori, qui è stato fatto valere davanti a un giudice dopo il voto, su una norma regionale che la Corte considera chiara. Per chi governa da molti anni è un precedente da non sottovalutare.

Sport · Serie A · Ore 23:45 · Redazione DLN

Serie A, la Roma rimonta il Cagliari 4-2 nel finale; il Como vince 3-1 a Torino

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27 ottobre 2026. Nella nona giornata di Serie A la Roma batte 4-2 il Cagliari all’Olimpico. Il Cagliari passa al 10′ con Nzola, la Roma ribalta con Lulli al 15′ e Pisilli al 21′, Maldini pareggia all’81’; nel finale decidono Rodrigo Mora all’85’ e Malen all’87’, riferisce l’Adnkronos. Il risultato è confermato dall’ANSA. Nell’altra partita della serata il Como vince in rimonta sul campo del Torino: al gol di Adams nel primo tempo rispondono nella ripresa Ramon, Nico Paz e Baturina, secondo l’ANSA.

Da sapere

nella classifica riportata dall’ANSA la Lazio resta prima con 25 punti, davanti a Inter 22, Roma 21 e Como 20; Torino e Cagliari sono a quota 13. L’Inter, ricorda l’Adnkronos, gioca domani contro il Venezia. Per Torino-Como nelle fonti consultate non compaiono i minuti dei gol.

Dietro la notizia · l’analisi

la Roma ha vinto una partita che le stava sfuggendo. Raggiunta sul pareggio nel finale, l’ha chiusa nel giro di pochi minuti: un segnale di carattere, ma anche di una difesa che concede troppo a un avversario di metà classifica.

La serata disegna una testa di classifica affollata. La Lazio guarda dall’alto un gruppo compatto formato da Inter, Roma e Como. Per il Como la rimonta di Torino conferma che non è più una sorpresa, ma una concorrente stabile per i posti europei.

Fonti verificate

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Le edizioni precedenti di “Cosa è successo oggi” sono nella sezione Trend Italia. L’edizione di ieri: Cosa è successo oggi in Italia e nel mondo — 26 ottobre 2026.

Come lavoriamo: questa edizione è curata dalla redazione di Dietro le Notizie con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ogni notizia è verificata su fonti giornalistiche, elencate in fondo alla pagina, e il grado di verifica è indicato per ciascun fatto. Le analisi sono della redazione.

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